lunedì 1 novembre 2010

Quattro passi... con Ben - Quindicesima puntata

Elena e Maria Grazia ormai erano delle signorine e non mi guardavano quasi più. Parlavamo solo alla fermata dell’autobus e durante il ritorno a casa. I tempi e le persone stavano cambiando. Io intanto mi trovavo molto bene con Paola e soprattutto con Sandra. Paola era sempre disponibile allo scherzo e per uno come me, che ama sorridere e far sorridere, era il massimo, perché con lei ero certo di non offendere nessuno a causa delle mie battute. Per lei divenni Teroso e lei per me divenne Aremo, invertendo le sillabe di tesoro e amore. E così ci chiamammo per tutto l’anno.
Di Sandra non capivo come facesse a stare insieme con uno molto più grande di lei. Stava perdendo il suo tempo migliore, non credevo possibile che quella relazione potesse essere solida come lei voleva far credere. Era bella e devo dire che mi piaceva molto, ma il fatto che fosse impegnata non mi fece mai approfondire più di tanto la cosa per tentare un approccio, anche se mi sarebbe piaciuto. Parlavamo spesso, ma al momento di parlare di qualcosa di più personale, più intimo, lei si rifugiava sempre nel suo fidanzato, e questo mi seccava parecchio. Quando faceva così non era aria, era meglio cambiare discorso e, spesso, era meglio cambiare interlocutore.
Intanto, fra gli altri nuovi compagni, due ragazze in particolare mi incuriosivano: Sabrina e Raffaella. Erano molto brave, entrambe avevano un anno più di me, provenivano dal Liceo. Dopo essersi accorte che quella scuola non era per loro, ed essendo state respinte, avevano cambiato completamente settore e cercavano il riscatto con Ragioneria. I fatti diedero loro ragione.
Raffaella, molto matura per la sua età, sembrava già una donna, nel carattere e nell’atteggiamento.
Pian piano che passavano le settimane stringevo sempre più amicizia con Sabrina, che era una ragazza piccola ma carina. A ricreazione, o nei momenti in cui si poteva cambiare posto, cercavo sempre più insistentemente di avvicinarla. Mi piaceva stare con lei e poco a poco mi presi una bella cotta.

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