Poco tempo fa, avevo scritto un brano dal titolo La Costellazione del Silenzio.
In questo video ho provato a leggerlo.
Poco tempo fa, avevo scritto un brano dal titolo La Costellazione del Silenzio.
In questo video ho provato a leggerlo.
Avete presente quando gli sportivi di un certo calibro iniziano a sentire la
tensione positiva, quel brivido che chiamano "clima partita"?
Ecco, per me non c'è niente di agonistico in vista, né
alcuna medaglia in palio o traguardi da tagliare, ma la sensazione è
molto simile.
Con due eventi di lettura all'orizzonte, si è risvegliato in me un desiderio
prepotente: leggere.
Perché leggere? E leggere cosa?
Ve lo spiegherò a tempo debito, anche se la foto che ho messo in questo post mi sembra chiara.
Nel frattempo, ho rispolverato un brano scritto qualche mese fa, che vorrei considerare una sorta di "riscaldamento".
Si intitola Bassa Marea.
Trovate il video nella colonna di destra del blog, pronto da
guardare e ascoltare.
Vi aspetto lì, e poi... a maggio.
Ecco, lo sapevo, me lo sono fatto scappare!
Avete presente quel
momento, verso le sei del pomeriggio, quando la città sembra sul punto di
esplodere? I clacson, le notifiche del telefono che vibrano nelle tasche,
l’odore di smog che si appiccica ai vestiti...
Ecco, io ero lì.
Ero nel mezzo del traffico, alla fermata del 27, circondato da facce blu chinate
sugli schermi, ognuno blindato nel proprio isolamento.
E poi è successo.
Non c’è stato un
tuono, nessuna luce accecante da film americano.
Semplicemente, lui
era lì. In mezzo alla folla, vicino all'edicola.
Non aveva la tunica
bianca delle statuette di gesso, vestiva un cappotto scuro, un po’ liso ai
bordi, e le scarpe di chi ha camminato tanto. Ma aveva un modo di stare in
piedi... come se il caos intorno non lo toccasse, o meglio, come se lui fosse
l'unico punto fermo in quella giostra impazzita.
Si è guardato
intorno. Ha incrociato lo sguardo di una donna che urlava al telefono, di un
ragazzino che correva per prendere il bus, e poi il mio. E in quel rumore
d’inferno, ha aperto le mani. Semplice. Come chi mostra di non avere armi, o come
chi si prepara a un abbraccio che non riceve da una vita.
E ha detto solo tre
parole: “Pace a voi”.
Quella frase, detta
lì, tra il fumo dei tubi di scappamento e il cinismo dei pendolari, è risuonata
come un’eco all’interno di una cattedrale vuota. Non è stata una “pace” da
vacanza alle Maldive o da tisana rilassante.
È stata... una
tregua.
In quel preciso
istante, il tempo si è fermato. Il tipo del SUV che imprecava è rimasto a bocca
aperta; la ragazza col trucco colato dal pianto si è asciugata gli occhi senza
rendersene conto. Per un secondo, uno solo, abbiamo smesso di sentirci
minacciati gli uni dagli altri. Abbiamo smesso di correre verso un traguardo
che non esiste.
Lui ci guardava e
non c’era giudizio. Solo una specie di... accoglienza definitiva.
Come se dicesse: “Lo
so che siete stanchi. Lo so che avete paura. Ma non siete soli in questa
trincea”.
Poi il bus è
arrivato, la porta si è aperta con il tipico soffio pneumatico e la folla ha
ripreso a spingere. Mi sono girato per cercarlo di nuovo, ma era sparito. O
forse si era solo mescolato così bene tra noi che non riuscivo più a
distinguerlo.
Sono tornato a
casa.
Non ho acceso la
TV, non ho guardato i social. Mi è rimasta addosso quella strana sensazione...
come quando fuori piove a dirotto ma tu sei al sicuro, con le spalle al caldo.
Ci dicono sempre
che la pace è un trattato firmato con la penna buona o l’assenza di guerra.
Ma dopo stasera, io
credo che la pace sia un’altra cosa. È sapere che, anche in questo mondo frantumato,
c’è qualcuno che entra nella tua stanza chiusa a chiave — che sia un ufficio,
una camera o un cuore blindato — e ti dice che non devi combattere per forza.
“Pace a voi”.
Mi risuona ancora
dentro. E sapete qual è la cosa strana?
È che per la prima
volta dopo anni, credo che stanotte riuscirò a dormire davvero.
Buona Pasqua a tutti voi.
Il perché delle letture alcune volte è inspiegabile. Ti può
colpire una frase, un paragrafo, la copertina o la quarta di copertina.
Questo è un caso totalmente diverso.
Incontrai l’autrice ad
un incontro di persone che, come me, sono appassionate di arti e le coltivano,
a prescindere da tutto. Parlò di imperfezioni e tanto mi bastò. Da lì a pochi
giorni sarebbe uscita la mia Trilogia Imperfetta, e quelle sue parole mi fecero
sentire in sintonia con lei. Prima dei saluti, riuscii a scambiarci due parole, poche parole sufficienti a farmi cercare il suo libro.
Pensavo di leggerlo tra un po’ di tempo, dopo altri che
giacciono sul mio comodino da alcuni mesi e che sto leggendo più lentamente del
solito.
Quando mi è arrivato, ho cominciato a sfogliarlo e non mi
sono accorto di essere arrivato alla fine.
Caspita, l’avevo già finito!
È vero, le pagine non sono tante e per di più intervallate da
immagini. Ma non era quello: era semplicemente che ogni pagina invitava ad
andare alla successiva.
Il titolo rende molto bene l’idea dei versi e delle riflessioni contenuti nel libro. Respiri profondi: qualcosa di impalpabile, ma molto intenso.
C’è un momento che non compare in nessuna guida per autori.
Non è l’attesa, non è la speranza: è il silenzio.
All’inizio
lo chiami tempo tecnico, poi lo chiami pazienza. Poi inizi a guardarlo negli
occhi.
Il
silenzio non risponde.
Non conferma, non rifiuta. Non dice “non ora”,
non dice “mai”.
Resta sospeso come una stella lontana che non sai
se sia ancora viva o già spenta.
Ho
inviato parole. Proposte. Idee.
Ho immaginato sale, sedie, luci accese, libri
aperti.
E poi è arrivato lui: vasto, compatto,
impeccabile.
All’inizio
pensavo fosse vuoto, poi ho capito che era pieno.
Pieno di possibilità non scelte, di messaggi non
scritti, di decisioni rimandate.
Una galassia invisibile che non fa rumore.
Il
silenzio non ti ferisce apertamente.
Ti lascia lì, in una stanza senza eco, ad
ascoltare il battito delle tue stesse aspettative.
Eppure,
a forza di guardarlo, ho iniziato a distinguere delle luci, piccole, distanti.
Non erano risposte. Erano domande nuove.
Scriverò
ancora?
Proporrò ancora?
Ci crederò ancora?
Il
silenzio non è un muro.
È un cielo notturno che non ti restituisce la
voce, ma ti obbliga a cercare le stelle.
Forse
ogni autore, prima o poi, deve attraversare questa costellazione.
Non per ottenere conferme, ma per misurare la
propria luce.
E
così resto qui, non in attesa di un sì, non per paura di un no,
ma per un segno, un’eco, un battito di risposta.
Con
il mio libro tra le mani, sotto questo cielo immobile,
a contare le stelle che non rispondono
e a scoprire che brillano comunque.
Con l’ultimo video pubblicato si è per ora conclusa la
“promozione” di Trilogia Imperfetta, un percorso che ha
accompagnato nei primi tempi questi tre romanzi fatti di fragilità, scelte,
cadute e tentativi di rinascita.
Post e video sono stati il mio modo di raccontare ciò che sta dietro alle storie: le domande, le inquietudini, le imperfezioni che le attraversano e che, in fondo, sono di tutti noi. Ho tentato di avvicinarmi a chi legge con sincerità.
Avrei voluto incontrare i lettori anche dal vivo, ma non sempre gli spazi si aprono come vorremmo. E anche questo fa parte del cammino.
Così ho affidato tutto alle parole, ai post, ai video.
Ora è il momento di fermarmi, di lasciare che questo libro cammini da solo, senza altre parole a guidarlo, senza altri inviti. Perché alcune storie chiedono solo di essere incontrate, non accompagnate oltre.
Grazie a chi ha seguito questo percorso, a chi ha scelto e a chi sceglierà di esserci.
Dopo i video delle settimane scorse, questo è l’ultimo in cui vi parlo dei romanzi inclusi in Trilogia Imperfetta (finalmente, dirà qualcuno).
È possibile ordinarlo online su:
Feltrinelli:
https://www.lafeltrinelli.it/trilogia-imperfetta-libro-roberto-benassai/e/9791224036975
Ibs:
https://www.ibs.it/trilogia-imperfetta-libro-roberto-benassai/e/9791224036975
Libreria Universitaria:
Libraccio:
https://www.libraccio.it/libro/9791224036975/roberto-benassai/trilogia-imperfetta.html
Amazon:
https://www.amazon.it/Trilogia-imperfetta-Roberto-Benassai/dp/B0G4V8SNSR/ref
Youcanprint:
https://store.youcanprint.it/trilogia-imperfetta/b/0975589f-4e83-58a1-8fa6-850505cd4d43
Unilibro:
https://www.unilibro.it/libro/benassai-roberto/trilogia-imperfetta/9791224036975
E nelle delle librerie fisiche (la lista è lunga, cercate quelle della vostra città):
https://www.youcanprint.it/distribuzione-librerie-fisiche
Poi, come di consueto, tutti gli approfondimenti sono su Il Rifugio di Roberto:
https://robertobenassai.blogspot.com (che sbadato, siamo già su Il Rifugio di Roberto).
Adesso è il momento del silenzio, ma di un silenzio attivo, nel quale provare a capire come trasformare questo lungo monologo in un incontro, in un dialogo possibile.
Se accadrà, ve lo farò sapere.
Intanto continuo a scrivere.
Un nuovo viaggio è già iniziato, con altre storie e altri personaggi, lungo le strade della fantasia.
Come si può leggere una quarta di copertina che non esiste?
È una domanda seria. O forse no.
Fuori
il buio
uscì, nella sua prima vita, in formato ebook.
Ora
è finito dentro Trilogia Imperfetta, in edizione cartacea, ma
senza una quarta tutta sua.
Per
ragioni di squadra. Pare.
Insomma, proprio sfigato questo romanzo: né carne né pesce, né ebook né libro con la quarta.
Poi,
però, a pensarci meglio, nemmeno gli altri due romanzi della trilogia ce
l’hanno.
Quindi o è uno scherzo del destino o siamo coerenti fino in fondo.
Speriamo sia la seconda.
Dopo lunga riflessione, durata quanto basta, ho finalmente trovato la soluzione:
se
la quarta non esiste, la si legge lo stesso.
Come?
Ma basta usare la fantasia!
Come se… tutto fosse previsto.
Con i compagni di scuola e di naia ho condiviso momenti indimenticabili, esperienze che hanno ispirato il romanzo Fuori il buio.
Ricordi intensi di un’età fantastica, che ho avuto la fortuna di rivivere
mentre scrivevo questo libro.
In questo video racconto come è nata l’idea di Fuori
il buio e le difficoltà che ho incontrato lungo il percorso di
scrittura, tra memoria, emozioni e realtà da trasformare in parole.
In questo video dico qualcosa riguardo a Arcadio e Sirko, due personaggi di Disumani.
Inoltre, leggo anche le prime righe di questo romanzo inedito incluso in Trilogia Imperfetta.
Da circa un mese è uscito anche il mio ultimo libro.
È nato con calma, pagina dopo pagina, ed è finalmente pronto a camminare da solo.
Se vi va di iniziare questo nuovo anno con una nuova lettura, lui è lì, pronto ad accompagnarvi.
Buon anno 🤍
Anche quest’anno sta volgendo al termine.
Vogliamo parlare di questo 2025? Parliamone.
Anzi, parliamo di quello per cui il Rifugio è nato oltre
diciassette anni fa: le passioni che, tra bassi e mezze altezze, continuo a
portare avanti. Qui c'è un breve video a tal proposito, una sorta di riassunto.
Avevo iniziato l’anno senza progetti. Tra farne e non
farne, la differenza era minima; maggiore, invece, era la pressione di doverli rispettare.
Così ho navigato a vista, prendendo tutto ciò che
capitava durante la traversata, il buono e il meno buono.
Alla fine, le soddisfazioni sono state più delle
delusioni, ma mentre le prime sono rimaste silenziose, le seconde hanno avuto
un peso specifico maggiore.
Non faccio propositi per il nuovo anno. So solo che
continuerò.
A fare cosa? Non lo so.
Intanto sto portando avanti un nuovo romanzo di cui, forse e inconsapevolmente, qualcuno ha già letto alcuni brani.
A voi tutti, i miei Auguri di Buon Anno!