lunedì 26 settembre 2016

sabato 27 agosto 2016

Amatrice - 24 agosto 2016



“Roberto, sono Don Luigi. Qui ha fatto il terremoto. Io sto bene. Ha spianato tutto. Ci sono i morti, ma io sto bene. Avverti tutti tu.”
Erano le 04.11 del 24 agosto e queste sono le parole che ho sentito rispondendo al telefono, in piena notte.
Don Luigi è lo zio di mia moglie, fratello di mia suocera. Abita ad Amatrice, dove Cinzia e mia suocera, che sono nate lì, avevano trascorso qualche giorno di vacanza fino alla domenica precedente. Io no, quest’anno non ci sono potuto andare, come Sara.
In famiglia ci siamo messi in moto per fare quello che lo zio aveva detto ed abbiamo avvertito gli altri parenti mettendoli al corrente di quella notizia.
Poi è cominciata la ricerca, quasi spasmodica, di notizie: internet, televisione.
Cominciavano ad arrivare le prime testimonianze, ma soltanto la luce del giorno ha saputo dare l’idea di quello che era accaduto.
Il resto è ancora notizia di cronaca.
Su internet sono alla continua ricerca di notizie, video, foto, per cercare di capire, per vedere se riesco ad intravedere quel che resta delle case dei parenti, o solamente per intercettare, nelle foto, un volto conosciuto e poter dire: “È vivo!”.
Amatrice, un paese che spesso mi ha ospitato per molte vacanze estive.
Amatrice, un paese verso il quale nutro quasi un senso di colpa, per essermi accorto di lei soltanto adesso che non c’è più.
Alcune persone a noi care non ce l’hanno fatta.
Le notizie di questi giorni mi provocano dolore come se anch’io fossi nato in quel posto e provo un senso di frustrazione e di impotenza perché adesso vorrei essere lì, come tanta altra gente, a dare una mano.
Così guardo quei soccorritori che lottano contro il tempo per tentare di salvare una vita umana come se fossi uno di loro.
Così guardo quei volontari che distribuiscono pasti caldi come se fossi uno di loro.
Poi guardo quelle persone colpite dalla tragedia, ma non sarà possibile immaginare nemmeno lontanamente quello che stanno provando loro.

Questa foto è l’ultima che ho scattato ad Amatrice. Risale allo scorso anno.



Così non la rivedrò più.
Ma spero di rivederla, forse ancor più bella.


venerdì 12 agosto 2016

Il cerchio sta per chiudersi

Gli ultimi ritocchi e poi ci siamo, 
il cerchio sta per chiudersi.
Sembra un gioco di parole.

Il libro è quasi pronto.

Questa volta, a differenza delle altre,
non ci sarà una versione cartacea.

Per questo motivo sarà un'esperienza del tutto nuova.

LA CHIUSURA DEL CERCHIO

è ai blocchi di partenza.






Pronti?

domenica 3 luglio 2016

Esperimento

Questa mattina sono andato a fare una passeggiata.
Fra camminatori di solito ci si saluta, allora ho provato a fare un esperimento a proposito del saluto ed è venuto fuori quel che segue.
Con gli anziani il saluto è quasi contemporaneo, anzi in prevalenza sono stato anticipato, si parla di frazioni di secondo.
Con le persone di mezza età, più o meno come me, c'è stato un ritardo, nel senso che hanno salutato se sollecitati.
Con i giovani è stata dura: la maggior parte tira dritto, gli sguardi non si incrociano nemmeno, raramente rispondono al saluto.
Con quelli che hanno gli auricolari non c'è storia: immersi nel loro mondo digitale non ti c.... nemmeno di striscio!


sabato 2 luglio 2016

Indovina chi incontri a cena



Quando ti arrivò quel messaggio su whatsapp rimanesti sorpreso.

Eppure avevi già fatto ritrovi del genere! Eppure avevi già scritto di ritrovi del genere!

Ma un incontro fra compagni di classe delle elementari era fuori dalla tua immaginazione.

Guardando quella foto ti sei reso conto che da tanti anni non vedi quelle persone. Da allora ne sono passati circa quaranta e non ricordi nemmeno quando è stata l’ultima volta che hai avuto modo di parlare con l’unico, forse, con il quale è stato possibile farlo.

Hai sempre pensato che incontri del genere portino con sé speranza e paura.

Speranza di rivedere qualcuno dopo tanto tempo e accorgersi che un certo feeling esiste ancora, paura di rendersi conto che quel feeling è andato smarrito o non è mai esistito.

In te, questa volta, prevaleva la seconda.

Ogni incontro porta con sé emozioni diverse. Quelli che avevi fatto in precedenza erano diversi. Lì avevi provato a chiudere gli occhi e avevi riconosciuto le voci e quelle ti avevano fatto immaginare di essere ritornato per pochi attimi, per incanto, sui banchi di scuola delle superiori o in caserma.

Questa volta non hai memoria di voci. Non ricordi le voci di quelle persone e per questo sai già che quella magia non avverrà.

Non hai deciso subito di andare all’incontro, hai temporeggiato un po’, ma poi hai accettato con piacere. Non hai mai avuto paura del passato, anzi lo hai ricordato spesso, non per rimpiangerlo ma per imparare da lui a vivere il presente che proietta nel futuro.

Ti sei avvicinato all’ora dell’incontro come se dovessi andare ad un appuntamento al buio. Ti ricordi i nomi, alcune foto recenti ti hanno aiutato a riconoscere ancora meglio i ragazzi, ma sai poco o niente di loro e loro sanno poco o niente di te.

Fra loro c’è la persona che per lungo tempo è stato il tuo migliore amico e c’è la persona per la quale, all’epoca delle elementari, prendesti la prima cotta.

Siamo arrivati, per scherzo ci siamo presentanti come si fa la prima volta che ci si incontra, e subito il ghiaccio si è rotto. Nessun imbarazzo, il tempo non è mai passato. L’atmosfera è gioiosa, c’è voglia di scherzare, di conoscere e lasciarsi conoscere, di sviscerare stralci di vita belli e meno belli, alcune parole lasciano intuire ferite, come quelle che ognuno porta dentro di sé.

E così ognuno saprà qualcosa in più del percorso di vita dell’altro, un percorso che talvolta può destare sorpresa.

Alla fine sei contento di aver partecipato. Qualcuno vuole allungare la notte andando in centro, ma tu preferisci andare a casa. Non per pigrizia, non per stanchezza, perché anche tu vorresti che quella notte finisse più tardi possibile. Negli ultimi anni sei stato una specie di collezionista di emozioni e per questa sera ne hai collezionate abbastanza. 
Come colui che trovandosi un bicchiere di buon vino tra le mani lo sorseggia piano piano per gustarselo pienamente, anche tu vuoi assaporare le emozioni di questa serata, lentamente, bevendole dal calice più prezioso: quello della vita.