venerdì 22 marzo 2019

Sogna ragazzo sogna

Un messaggio di un'amica mi ha fatto ricordare di te, caro Rifugio.
Da quanto tempo...
Ma non posso dire che sei vintage.
Nei giorni scorsi ho parlato di sogni con un gruppo di ragazzi. 
Adesso sto ascoltando, per un motivo ben preciso, una canzone. 
Ascoltandola e riascoltandola ho riscoperto la bellezza delle sue parole.




La notte è silenziosa e nel suo silenzio si nascondono i sogni (Gibran)

domenica 30 dicembre 2018

30 dicembre, quasi 31.

Ci siamo, amici del Rifugio e non: l'ultimo dell'anno, il giorno più atteso di trecentosessantacinque, è alle porte. Se ne sta lì sornione ad aspettarci tutti, chi con le sue storie da dimenticare, chi con le sue speranze da avverare. Chi non vede l'ora di lasciarsi alla spalle un anno, magari andato così così o male, chi spera in tutt'altra musica. Chi è solo, chi è in compagnia, chi è malato, chi non lo è, chi non si accorgerà di niente, chi non vede l'ora di brindare. In fondo è un giorno uguale agli altri, cambierà solamente il foglio del calendario, con un mese dal nome diverso e un numero aumentato di uno.
Però, dai, quanto è bello sperare!


Auguri di Buon Anno!

sabato 22 dicembre 2018

E' Natale ancora

Gli artisti, i cantanti, hanno cercato sempre di raccontare il Natale a modo loro, ponendo e ponendosi, a volte, delle domande. C'è chi si perde dietro a cieli stellati, chi alla straordinarietà della festa, chi al clima di pace che si respira in quel giorno, chi davanti alla faccia sorpresa di un bambino, chi rivolge l'attenzione agli ultimi, chi cerca di guardare meglio dentro di sé.

A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai.

     Se ogni giorno fosse come Natale
     che mondo meraviglioso sarebbe.

      E' tempo di Natale,
      ma loro sanno che è Natale?

"Buon Natale", 
se vuoi,
quello vero che è dentro di noi.

Ma qual è il Natale vero? Dove dentro di noi?
Ognuno di noi ne avrà uno tutto suo, e ognuno sarà diverso dall'altro.
Ma per chi crede in questa festa, una sola cosa, anzi, una persona, accomuna tutti quanti: 
il Festeggiato.


E allora Buon Natale a tutti!


domenica 2 dicembre 2018

L'angolo d'infanzia - Sesta e ultima parte


La scrittura, con la quale avevi spesso giocato, divenne il grimaldello per aprire il tuo forziere.

Tutto quello che avevi tenuto dentro per anni volle uscire, come un fiume in piena. Volevi condividere tutto e scrivevi dappertutto, sulla carta e sul web. Ma questo divenne presto insufficiente, volevi scendere in prima linea, agire di persona. Eri in sintonia con alcuni versi dei Negramaro: Dimmi a che serve restare lontano in silenzio a guardare la nostra passione che muore in un angolo e non sa di noi.

Così scopristi altri mondi che ti misero faccia a faccia con tante persone, dai più giovani ai più sconosciuti, con i quali condividere interessi comuni, provare sensazioni nuove del tutto inesplorate in precedenza, ed instaurare con loro qualcosa di speciale.

Adesso ti trovi davanti a quel garage costruito al posto del tuo rifugio.

È vuoto. Non c’è più nessuna auto. Le pareti di metallo sono macchiate dalla ruggine. C’è un vecchio armadio con le ante spalancate, quasi volesse mostrare il niente che c’è dentro. Dal tetto rovinato entra un pallido sole.

Prendi il tuo smartphone per scattare una foto, poi desisti.

Il tempo delle corse nei campi è lontano.

Quell’angolo d’infanzia è ancora vivo dentro di te, ti riporta alla mente tanti ricordi, ma non rimpiangi il tuo rifugio, spazzato via da un veloce susseguirsi di novità.

Tu hai ancora voglia di giocare, di metterti in gioco, di meravigliarti, di sorprenderti, di dare spazio alle tue passioni, di far uscire il fanciullo che è in te, di scoprire che giorno sarà domani.

Riponi il tuo smartphone. Sali in macchina. Metti in moto e accendi la radio. Ornella Vanoni sta cantando una canzone:

Giorno per giorno

Senza sapere

Cosa mi aspetta

Ma voglio vedere
Avresti voluto essere tu a scrivere quelle parole.

giovedì 29 novembre 2018

L'angolo d'infanzia - Quinta parte


Quando sentivi gli altri ragazzi parlare delle loro avventure, te ne stavi sempre in silenzio senza fiatare. Poi, quando loro ti chiedevano delle tue, rispondevi sempre che non avevi niente da raccontare.

Oh, quanto avresti voluto avere qualcosa da dire! Quanto avresti voluto condividere con gli altri qualcosa di bello, invece di tacere per non esternare la tua solitudine. Vedevi tutto buio, ma non perdesti la speranza che presto qualcosa di bello sarebbe capitato anche a te.

Forse per questo motivo ti rimasero impresse nella mente alcune parole di una canzone dei Matia Bazar: C'è tutto un mondo intorno che gira ogni giorno e che fermare non potrai. E viva viva il mondo tu non girargli intorno ma entra dentro al mondo. Dai!

E così decidesti di fare. Ti convincesti che pensare in maniera positiva potesse aiutarti e che mostrarti agli altri sorridente, propositivo e allegro, ti potesse rendere anche più simpatico.

Ti ci volle un po’ di tempo, per te non fu affatto facile, e qualcosa cambiò quando conoscesti una ragazza carina che, dopo un po’ di tempo di corteggiamento, divenne la tua fidanzata.

Love is the light, scaring darkness away – yeah, I’m so in love with you, purge the soul. Make love your goal. The power of love… 

Sembrava che i Frankie Goes to Hollywood avessero scritto quei versi per te: l’amore che è la luce, che diventa la meta, la forza dell’amore!

Dopo un periodo trascorso nel grigiore, chiuso in te stesso, quella ragazza ti aprì le porte del mondo. Ritrovasti la voglia di giocare, protagonista di interminabili tornei di ping-pong, di tennis e di calcio. Ti piaceva trascorrere la sera del sabato, insieme ai tuoi amici e alla tua ragazza, passando da un gioco di società ad un altro. La musica ti appassionava a tal punto che facesti un provino ad una radio, diventando, per un po’ di tempo, un dj radiofonico. Ti divertivi anche con la scrittura: ogni cartolina che spedivi dalle vacanze diventava qualcosa di originale, non uno scontato saluto.

Come Dalla e Morandi, anche tu potevi cantare Vita in te ci credo, le nebbie si diradano.

Attraverso quel modo di giocare riuscivi a sdrammatizzare la vita stessa, dando importanza a quello che veramente contava e aveva valore per te. Fu proprio questa riflessione che ti fece prendere coscienza della piattezza della tua vita: tutto sembrava trascorrere in maniera regolare, erano arrivati famiglia e figli, ma dentro di te mancava ancora qualcosa. Ti vergognavi quasi ad ammetterlo.

Una domenica in chiesa, ascoltando una lettura, capisti cosa ti mancava: Dio.

I've tried to go on like I never knew you. I'm awake but my world is half asleep… But without you all I'm going to be is incomplete.

Le parole che cantavano i Backstreet Boys sembravano parlare di quel tuo sentimento tutto nuovo. Avevi provato ad andare avanti come se non lo avessi mai conosciuto, eri sveglio ma il tuo mondo era mezzo addormentato e, senza di Lui, tutto ciò che avevi intenzione di essere era incompleto.

Riscopristi la fede. Adesso ti sentivi completo. Tutto cambiò.