venerdì 20 marzo 2015

E poi arriva il sabato


Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia

Anche per me è il giorno più bello della settimana.
Quando ero ragazzo lo preferivo perché segnava la fine della settimana scolastica. Il pomeriggio del sabato era, per me, l'unico pomeriggio libero dallo studio. La domenica, infatti, riprendevo per farmi trovare pronto il lunedì.
Era il pomeriggio dedicato alle uscite, agli amici e a tutto quello che mi faceva dimenticare la scuola, almeno per qualche ora.
Poi, con l'ingresso nel mondo del lavoro, è diventato inizialmente il giorno dedicato alle necessità familiari, ma è durato poco, perché cambiando lavoro è diventato un mezzo giorno lavorativo e ancora oggi è così.
E allora dov'è tutta questa bellezza del sabato?
E' bella l'attesa, proprio come nella poesia del Leopardi.
Lì c'era anche un accostamento con l'età che passa, ma io voglio soffermarmi solo sull'attesa.
L'attesa, la speranza di avere del tempo da dedicare a se stessi, alle persone più care e a ciò che più ci piace fare, senza pensare alla settimana lavorativa che sta per ricominciare, come invece può accadere la domenica, soprattutto verso sera.

Se vado a vedere ciò che mi accade il sabato pomeriggio mi verrebbe quasi da dire: "Caspita, ma questa è un'altra mezza giornata di lavoro!"

Beh, in effetti, è un po' impegnativo: un pomeriggio tutto improntato all'insegna dei ragazzi, all'incontro con i ragazzi. Ed è proprio questo il bello!

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