Nel 2022, dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina,
fu uno dei primi a raggiungere le zone di guerra.
In questo libro racconta la sua indagine per
rintracciare quello che verrà definito lo “Schindler ucraino”, al secolo
Volodymyr Sahaidak, il direttore di una casa per minori situata nella città di
Kherson, a nord delle Crimea.
La città sarà conquistata da russi che, oltre
alla distruzione, rapiscono e deportano i bambini.
Volodymyr si ingegnerà per salvare tutti quelli
che sono all’interno del suo istituto, con tutti gli stratagemmi possibili.
Sessantasette in tutto: cinquantadue riesce a metterli in salvo subito. Quindici verranno deportati in Russia. E lui non si darà pace fino a quando riuscirà a rintracciarli e a riportarli al sicuro.
“Voleva solo che fossero vivi e liberi”.
Questa è la vicenda che è costata a Vladimir
Putin il mandato di cattura internazionale.
È un libro molto interessante. Al di là delle chiacchiere da bar, leggendo si capiscono i risvolti più nascosti della brutalità delle guerre, che non risparmiano nemmeno gli esseri più fragili e indifesi: i bambini.
Attraverso l’utilizzo di favole e racconti
locali, l’autore ci introduce nella narrazione della sua indagine durante la
quale ha più volte rischiato la vita, per dare una testimonianza diretta, vera,
dalle zone di guerra.
Perché di guerra si tratta, al di là delle parole
che sono state usate per definirla.
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