Ebbene, la risposta che mi sono dato, dopo la lettura, è
stata la seguente: la bellezza sta nelle piccole cose.
Ed è così. Credo che la scelta di questo formato non sia
stata casuale, ma dettata dal significato che i vari brani contenuti
all’interno di quelle pagine avrebbero trasmesso al lettore.
Che sia voluto o no, non lo sapremo mai. Il lettore, spesso,
coglie significati che sfuggono all’autore stesso.
Ma, venendo alle mie opinioni, ho trovato proprio questo
messaggio nelle righe di Coelho.
Racconti brevi, teoricamente semplici, a volte non troppo
originali, ma profondi. Un invito a riflettere su vita, spiritualità, bellezza,
valori, espressi da personaggi diversi, in ambienti diversi che suscitano
suggestioni e metafore con l’animo umano: il deserto, la montagna, il
villaggio, il cielo, le stelle.
A volte ho avuto la sensazione di leggere cose troppo
semplici per uno scrittore del calibro di Coelho, tanto da domandarmi alla
fine dei singoli racconti “Ma è tutto qua?”.
Eppure, arrivato alla fine di uno, era quasi incontenibile
il desiderio di passare al successivo.
Una lettura ricca e gradevole: ricca, perché gli spunti su
cui riflettere sono molti; gradevole, perché la scorrevolezza della scrittura
farebbe finire il libro tutto d’un fiato.
Un capitolo su tutti: La mia preghiera di Natale ritrovata
trent’anni dopo.
Su internet è presente in testo e video. Cercatela, ne vale
la pena.
E poi una frase che, non a caso, è scritta sull'aletta
interna della copertina:
«A ogni essere umano sono concesse due qualità: il potere e
il dono. Il potere indirizza l’uomo verso il suo destino. Il dono lo obbliga a
condividere con gli altri quanto di meglio ha in se stesso».
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