lunedì 28 ottobre 2013

Caro Giovanni...

Caro Giovanni,
che giornata sabato!
Ho ancora dentro le emozioni vissute. I nostri piccoli amici, i loro genitori.
Sai, sabato sera ho faticato a prendere sonno, e non era certo per l'enorme calzone mangiato in pizzeria.
Domenica mattina ho incrociato alcuni genitori che non erano all'incontro, i bambini avevano raccontato.
A noi dicono sempre che l'importante è seminare. Sabato scorso, forse, lo abbiamo fatto insieme.
Grazie ancora.



2 commenti:

  1. Caro Roberto, quel “brivido gelido” che ha attraversato il mio corpo durante l’incontro lo ricordo ancora bene. E così sono rimasto incollato alla sedia anche se avrei voluto abbracciarti e stringerti quando ti sei fermato nel ricordo di mio padre. In quel momento (ma anche in altre occasioni) ho provato a raccogliere le forze ma non ce l’ho fatta e sono restato come “pietrificato”.
    Quando ho accettato il tuo invito, sapevo che si trattava di un contesto nel quale avrei messo a dura prova una mia caratteristica (probabilmente avrai notato cosa mi è successo). Davanti a più persone che mi guardano o che si aspettano qualcosa da me , io comincio a sudare freddo. Ci convivo da sempre con questa cosa che mi accade e che non posso “governare”. E così è già da un po’ di tempo che ho imparato a non “combatterla” ma a lasciarmi “attraversare” da questa emozione così intensa.
    E infatti è bastato solo un fazzoletto per asciugarmi il sudore e da li “gustare” a pieno (e senza sudore) quel pomeriggio che avevi preparato con cura.
    Mi ha colpito l’attenzione dei tuoi ragazzi, l’affetto che mostrano nei tuoi confronti, il sorriso e la disponibilità di coloro che ti affiancano nella tua avventura e soprattutto la “passione” che metti nelle cose che fai.
    Se a quei ragazzi è rimasto qualcosa non so, quello che so e che quel pomeriggio mi hai riempito il cuore di gioia.
    Un abbraccio
    Giovanni

    RispondiElimina
  2. Ciao Giovanni,
    un nuovo tipo di emozioni.
    Come sai, scrivo sempre qualcosa in più quando si presentano occasioni del genere. Ma questa volta ho scritto poco, perché ogni parola potrebbe sembrare in più. Questa volta, sperando che i lettori del Rifugio possano perdonarmi, queste emozioni sono solo per noi due.
    A presto.

    RispondiElimina