domenica 9 dicembre 2012

Verso Natale

L'8 dicembre è il giorno dedicato all'albero di Natale. Questa è una tradizione consolidata della mia famiglia e tutti noi cerchiamo accuratamente di non prendere altri impegni. Nel pomeriggio, dopo un breve riposino, le danze si aprono, come le scatole che contengono gli addobbi. 
Ma quest'anno è stata una giornata sottotono, e forse anche il povero alberello ne ha sofferto. La settimana che ha preceduto questo giorno non è stata facile e siamo arrivati alla festa con la voglia di recuperare, piuttosto che con quella di inventare e creare. 
Fuori un gran freddo consigliava di non mettere il naso all'aria. 
Allora il pensiero è andato ad un'altra esperienza che ho fatto recentemente, isolata, rapida, ma tristemente forte. Il pensiero è andato a chi non ha un alberello, a chi non ha da stare al caldo, a chi non ha tradizioni familiari perché non ha famiglia, a chi è costretto, invece, ad inventare qualcosa, ma per poter sopravvivere.
Il periodo natalizio è uno dei più belli di tutto l'anno, ma è anche uno dei più controversi, perché ci mette davanti allo specchio per guardare la vita, nostra e altrui, e per guardare dentro di noi. 
Sempre che uno voglia guardare in quello specchio.
  

4 commenti:

Ines ha detto...

Ciao Ben.
La mia opinione: chi ha veramente "voglia di guardare in quello specchio" non aspetta Natale; chi aspetta Natale per guardare in quello specchio, lo fa per convenzione, per autoinganno, per ipocrisia.

Ottimo il tuo reportage sulla rappresentazione teatrale, Ben, ma soprattutto complimenti perché so che non aspetti il periodo natalizio per guardare in quello specchio.
Un salutone
Ines

Ben ha detto...

Ciao Ines, ben tornata.
Tutto bene?
Ti ringrazio per le tue parole.
Ho fatto riferimento al periodo natalizio perché siamo circondati da una bontà contagiosa che non ha eguali in altri periodi dell'anno, come se solo in questo periodo si potesse liberare questa gioia, questa generosità. E si vedono tanti volti sorridenti, e si sentono tanti saluti, auguri.
Ma verso chi ci rivolgiamo con tutto questo calore ed entusiasmo?
Per altri questo è un periodo qualunque, con i problemi di sempre, che sembrano ancora più accentuati in questo periodo. Chi è solo si sente ancora più solo, perché pensa di vedere tutti gli altri in compagnia di familiari, parenti e amici. Chi è malato è probabile che non possa gioire di tale compagnia, pur avendone la possibilità.
Tutto si ingigantisce in questo periodo.
E il "povero" Cristo, forse, è uno degli ultimi pensieri della gente.
Regali, regali, mamme che rincorrono i desideri e, spesso, i capricci dei figli.
Ma tutti noi cerchiamo un momento di serenità, soprattutto dopo periodi pesanti o intensi. E allora questo periodo, per costume o per tradizione, è quello che più si presta per raccogliersi in cerca di serenità. E lasciamo fuori il mondo, per un po', come se noi non ne facessimo parte.
Ma il mondo non si ferma, e noi siamo sempre esseri umani.
Lo specchio è sempre lì: c'è chi ci si sofferma davanti più spesso, chi meno o solo in date circostanze, chi non ci passa mai davanti, che sia o no Natale.
A presto Ines.

Anonimo ha detto...

Un saluto a tutti. Magari c'entra poco con il post di Ben ma volevo condividere questa cosa. E' la prima volta che mia figlia nella letterina di babbo Natale gli chiede che gli farebbe piacere che gli rispondesse. E così sotto l'albero penso che troverà una risposta che farà più o meno così.

"Cara Gaia,
leggendo la tua letterina mi pare che sia la prima volta che hai scritto che ti avrebbe fatto piacere una mia risposta e così ho pensato di farti trovare sotto l’albero una letterina, come un mio personale regalo per te.
Sai che io ricevo lettere da ogni angolo del mondo e a volte rispondo a qualcuna di queste ma non a tutte; io e i miei aiutanti abbiamo un gran lavoro da fare per preparare i regali e così spesso non rispondo alle letterine per concentrarmi sulla cosa più importante che è la felicità di ogni bambino che aspetta sotto l’albero il regalo che ha chiesto.
A proposito, nella tua letterina mi hai lasciato libertà di scelta per 3 regali e spero che quelli che ho scelto per te ti piacciano. Ho letto poi che l’unico giocattolo che mi hai chiesto è il multibase.
Sai, non sapevo che il multibase fosse un giocattolo e in effetti poi ho scoperto che non lo è (sono un po’ vecchiotto ma ancora arzillo). Per fortuna ho un elfo preparato su tutto che mi ha spiegato che il multibase serve per contare e così l’ho trovato, ma non essendo sicuro, ti ho aggiunto anche una specie di torta che credo ti serva per contare pure quella.
Grazie poi per avermi raccontato un po’ della tua storia così ho capito che stai diventando grande. A questo proposito devi sapere che anche quando sarai diventata grande e non non potrai più scrivermi, io mi ricorderò sempre di te e di tutti i bimbi del mondo.
Ti auguro di trascorrere un sereno Natale in compagnia dei tuoi cari e ti abbraccio forte.

BABBO NATALE"

Un saluto e un augurio da Josil

Ben ha detto...

Ciao Josil,
una risposta da Babbo Natale?
Solo la risposta potrebbe rappresentare un bel regalo.
Per i bambini il Natale ha un fascino incredibile!
I miei ricordi del Natale vissuto da piccolo sono vaghi e sempre legati al lavoro dei miei genitori. Si mangiava e loro subito dopo ripartivano per andare a riaprire la casa del popolo, che a quei tempi, quando la gente non si spostava come adesso, rappresentava un grande centro di aggregazione. Per cui è una festa che ho cominciato a vedere come tale solo da grande, quando il suo fascino non era più quello di quando ero bambino.
Speravo sempre che Babbo Natale mi portasse una pista con le automobiline, ma non ho mai avuto il coraggio di chiedergliela, perché sapevo che costava troppo. Lo sapevo perché nel periodo natalizio i miei genitori vendevano anche qualche giocattolo, e fra questi c'erano anche le piste.
Però, che sorpresa quando trovai, la mattina di un Natale, un castello montato sul mobiletto della macchina da cucire della mamma!