lunedì 5 ottobre 2026

Diciotto anni dopo: Il Rifugio è maggiorenne!

Il 5 ottobre di diciotto anni fa affidai alla rete il mio primo pensiero, non senza un piccolo batticuore. Oggi, in silenzio, questo spazio compie diciotto anni e diventa maggiorenne.

È stato un viaggio lungo e viscerale, incredibile per certi versi, fatto di parole seminate nel tempo, di idee condivise, di incontri inattesi, di confronti e di lunghe solitudini. Ogni articolo scritto, ogni commento ricevuto e ogni rilettura notturna hanno donato un’anima a questo posto, rendendolo speciale, almeno per me, anche oggi che il frastuono si è spostato altrove, nelle piazze affollate dei social.

Qualcuno entra, legge con discrezione e poi, sfiorando la porta, esce e se ne va.

Ho anche tentato di approdare altrove, poi mi sono reso conto che la vita di questo luogo non si misura dalle voci, ma dalla continuità, e sono rientrato.

Grazie di cuore a chi c’è stato fin dal primo giorno, a chi ha intrecciato i propri passi ai miei lungo il percorso e a chi continua a leggermi nell’ombra.

Custodire uno spazio per diciotto anni non è semplice. È un atto d’amore, non sempre facile.

Ma la storia non finisce qui. Il viaggio continua.

mercoledì 30 settembre 2026

Gesù di Nazaret – Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione – Joseph Ratzinger - Benedetto XVI (Libreria Editrice Vaticana – 2011)

Leggere i libri di Papa Ratzinger è sempre illuminante.

In passato avevo letto due libri della trilogia su Gesù. Adesso ho terminato anche il terzo, non in ordine cronologico.

La sensazione che ho avuto leggendo queste pagine è stata quella di non capire niente, ma in senso buono.

Mi spiego meglio: Ratzinger scrive bene, in maniera fluida e comprensibile, avvalendosi talvolta di esempi e riepiloghi schematici che aiutano nella comprensione e nella sintesi.  

Più volte ho esclamato dentro di me: «Che testa che ha quest’uomo! Ma come fa?»

Fa collegamenti impensabili per noi persone comuni, forse nemmeno immaginabili; analizza le parole fino a farne un’autopsia; paragona i sinottici e ne evidenzia le impercettibili differenze, spiegandone il perché, quando c’è e anche quando non c’è; si sofferma sui motivi per cui è stata usata una preposizione e non un’altra. E potrei continuare.

È per tutti questi motivi che rimani lì, pensando di non capire nulla: uno legge i versetti, sì, vede che non sono uguali ma che il concetto non cambia, e prosegue, passandoci sopra come su delle strisce pedonali.

Un libro che sarebbe non da leggere, ma da studiare con le Scritture accanto per averle a portata di mano ogni qualvolta vengono richiamate.

E così ti accorgi di quanto sia bello imparare qualcosa in più da persone che, con semplicità, e magari “abbassandosi” di molti gradini, riescono a farti vedere dove il tuo sguardo non arrivava.

domenica 27 settembre 2026

Cher ami,

Cher ami,

Ci siamo salutati da poco, l’eco della festa risuona ancora dentro di noi.

Tutti desideravano scambiare con te un’ultima parola, carpire un ultimo sguardo. E, in quel frammento di tempo in cui le nostre voci si sono incrociate, ti ho consegnato un lembo della mia anima.

Come conciliare il dolore del distacco e la gioia per una persona cara che torna alle proprie radici? Nella tempesta dei miei sentimenti ho cercato una bussola, e l’ho trovata nella speranza.

Una speranza che si faccia custode del passato, per non perdere quello che ci hai lasciato e che abbiamo condiviso.

Una speranza che si faccia auspicio per il futuro, un filo invisibile che renda possibile ciò che è improbabile… perché sappiamo bene entrambi che le migliaia di chilometri di polvere e acqua che ci divideranno non si ridurranno facilmente fino a tornare a zero. Ma per il cuore non esiste distanza che possa davvero separare.

E allora buon proseguimento. Che la luce guidi il tuo viaggio e che Dio ti accompagni sempre.

Ciao, mon ami.

Il riflesso della luna



venerdì 25 settembre 2026

L'attesa è una polvere che copre le parole

Non chiedo più il permesso di esistere.

C’è una stanza scura nell’editoria dove i manoscritti aspettano. Aspettano mesi, anni, a volte il silenzio, altre volte una lettera prestampata che chiede denaro per trasformare un sogno (o l’illusione?) in carta. È una giostra antica, stanca, dove tutti gridano per farsi ascoltare e pochissimi si fermano a sentire.

Io non ho più tempo per i calendari degli altri. Quando un pensiero si compie, quando una storia trova la sua forma, ha bisogno di respirare, subito, non tra due anni o dopo la benedizione di qualcuno.

Così apro la porta, sciolgo le parole nel vento e lascio che trovino la loro strada, da sole. È un atto di libertà. È scavalcare il muro della burocrazia dell’anima per guardare negli occhi chi legge, senza filtri, senza sconti.

Ogni tanto, solo per misurare la lunghezza del mio passo, metto una storia in una busta e la spedisco a un concorso. Un banco di prova asciutto, un gesso sulla lavagna per vedere se il tratto tiene.

La mia vera casa è in questa urgenza di dire. Senza chiedere scusa, in barba a ogni pregiudizio. Perché una pagina scritta che resta chiusa in un cassetto, per me non è altro che una forma di solitudine.

giovedì 10 settembre 2026

Credo nella bellezza delle imperfezioni e nel loro potere salvifico

Ci sono crepe che non vanno nascoste, ma illuminate.

Viviamo immersi nella ricerca ossessiva di un’ideale di perfezione che non ci appartiene: profili social impeccabili, carriere senza sbavature, relazioni da copertina. Ma la verità è che la perfezione è fredda, statica, sterile. Non lascia spazio alla crescita e, soprattutto, non esiste.

Sono i nostri errori, le nostre cicatrici e i dettagli “fuori posto” a renderci umani, unici, autentici e irripetibili. Un po’ come quell’arte giapponese, il cui nome mi risulta difficile da ricordare, che ripara la ceramica frantumata evidenziando le crepe con l’oro: ciò che era rotto diventa ancora più prezioso proprio attraverso la sua storia.

Accettare l’imperfezione non significa accontentarsi, ma liberarsi dal peso delle aspettative irrealistiche. È un atto di coraggio che ci salva dalla tirannia del dover essere sempre “perfetti” e ci restituisce la libertà di essere semplicemente noi stessi.

I difetti non sempre sono... un difetto.

Guarda le tue crepe: è lì che hai smesso di nasconderti.

domenica 30 agosto 2026

Novità in arrivo: cosa succede dopo Trilogia Imperfetta

Nella parte finale di Trilogia Imperfetta avevo scritto:

«Non so se scriverò ancora. Non lo escludo, ma non lo so.»

Invece ho scritto ancora. 

Come era emerso durante l'intervista radiofonica su Radio Pistoia Web durante il mese di luglio scorso (che potete ascoltare/guardare qui), ci sono ben due progetti pronti: un nuovo romanzo e una raccolta di...    ?

Non è stato facile scegliere a cosa dare la precedenza, ma alla fine ho optato per il romanzo. Per l'altro progetto dovrò pazientare un po' (magari il 2027!).

Chi mi conosce sa che non amo aspettare i lunghi tempi editoriali, quindi a breve comincerà questa nuova avventura. 

Intanto voi leggete Trilogia Imperfetta, così non rischiate di accumulare troppe letture! 😉

lunedì 24 agosto 2026

Amatrice, dieci anni dopo

Quella  notte arrivò una telefonata inaspettata.

Don Luigi è morto lo scorso anno. 

Non è più rientrato a casa sua.

Qui sotto il brano, già presente in Ventisette.

«Roberto, sono Don Luigi. Qui ha fatto il terremoto. Io sto bene. Ha spianato tutto. Ci sono i morti, ma io sto bene. Avverti tutti tu.»

Erano le 04.11 del 24 agosto e queste sono le parole che ho sentito rispondendo al telefono, in piena notte.

Don Luigi è lo zio di mia moglie, fratello di mia suocera. Abita ad Amatrice, dove Cinzia e mia suocera, che sono nate lì, avevano trascorso qualche giorno di vacanza fino alla domenica precedente. Io no, quest’anno non ci sono potuto andare, come Sara.

In famiglia ci siamo messi in moto per fare quello che lo zio aveva detto ed abbiamo avvertito gli altri parenti mettendoli al corrente di quella notizia.

Poi è cominciata la ricerca, quasi spasmodica, di notizie: internet, televisione.

Cominciavano ad arrivare le prime testimonianze, ma soltanto la luce del giorno ha saputo dare l’idea di quello che era accaduto.

Il resto è ancora notizia di cronaca.

Su internet sono alla continua ricerca di notizie, video, foto, per cercare di capire, per vedere se riesco ad intravedere quel che resta delle case dei parenti, o solamente per intercettare, nelle foto, un volto conosciuto e poter dire: «È vivo!»

Alcune persone a noi care non ce l’hanno fatta.

Le notizie di questi giorni mi provocano dolore come se anch’io fossi nato in quel posto e provo un senso di frustrazione e di impotenza perché adesso vorrei essere lì, come tanta altra gente, a dare una mano.

Così guardo quei soccorritori che lottano contro il tempo per tentare di salvare una vita umana come se fossi uno di loro.

Così guardo quei volontari che distribuiscono pasti caldi come se fossi uno di loro.

Poi guardo quelle persone colpite dalla tragedia, ma non sarà possibile immaginare nemmeno lontanamente quello che stanno provando loro.

Amatrice, mi hai ospitato molte volte per le vacanze estive e adesso nutro un senso di colpa nei tuoi confronti, perché mi sono accorto di te nel momento in cui non ci sei più.

Ho in mente l’ultima foto che ti ho scattato dalla Croce dell’Eremo, dopo una passeggiata in mezzo al bosco: una panoramica che ti riprende tutta, dalla curva delle suore fino alla Chiesa di Sant’Agostino.

Così non ti rivedrò più.

Ma spero di rivederti, un giorno, forse ancor più bella.

 

Emozioni, agosto 2016

domenica 23 agosto 2026

Fermo Immagine - Racconto (2022) - Selezionato per l'Antologia del Premio di Letteratura Ponte Vecchio 2026

Questo racconto del 2022, già presente nella raccolta Ventisette del 2025, è stato selezionato per essere inserito nell'Antologia del Premio di Letteratura Ponte Vecchio 2026.
Una notizia che rende speciale questa domenica di agosto.

Per chi vuole leggerlo, o rileggerlo, metto qui sotto la versione che ha partecipato al concorso, leggermente differente dall'originale.

Il mio grazie a organizzazione e giuria.


Guardo fuori e penso.

Mi sembra quasi impossibile che sia trascorso così tanto tempo. Fino a una certa età ci sentiamo forti, invincibili. Poi cambia tutto nel volgere di pochi anni.

Dicono che porto bene la mia età, ma non è così: sono sordo, ci vedo meno, i riflessi sono rallentati.

Adesso me ne sto seduto davanti alla finestra, avvolto in un pannolone intriso di piscio caldo, e guardo la vita degli altri che passa davanti a me.

È come un film muto. Immagino di essere al di là di quel vetro che mi separa dalla vita, quella vera, e di essere un attore, magari uno dei protagonisti. Il silenzio avvolge le mie giornate, mentre le voci della TV fanno da sottofondo alla mia esistenza.

I miei figli non capiscono. Sono bravi, per l’amor di Dio, ma non capiscono che non sono più quello di una volta. Forse non vogliono accettare il fatto che sia invecchiato. Quando non rispondo, gridano. Si arrabbiano quasi. Ma io ho bisogno dei miei tempi. Non lo fanno per cattiveria, per loro sono ancora giovane, forte, con la testa a posto. Ma quella mi sta abbandonando. I ricordi si stanno affievolendo. Le parole a volte non escono. Restano i pensieri.

giovedì 6 agosto 2026

Il mio angolo sospeso

La notte ha dato il cambio al giorno, spegnendo i rumori della città e lasciando nel giardino solo l’essenziale.

L’erba fresca respira piano, impregnata dell’umidità della sera. Un tavolo di ferro battezzato da mille stagioni, una sedia che conosce a memoria la forma dei miei pensieri e, poco più là, la sagoma di un ombrellone chiuso: una sentinella che ha finito la sua guardia al sole e ora riposa, lasciando libero il cielo stellato in un’oscurità profonda e silenziosa.

In mezzo a questa solitudine, il rettangolo luminoso del monitor aperto taglia la penombra e proietta bagliori tra i fili d'erba e il metallo del tavolo.

È un punto esatto dello spazio e del tempo dove i confini del mondo reale sembrano sfumare.

È il mio angolo sospeso.

Il cursore lampeggia sullo schermo, ritmico come un battito cardiaco. Il foglio digitale è una tela vuota che non fa paura, ma chiama. Basta premere il primo tasto, rompere il silenzio della notte con quel picchiettare leggero, per sentire il perimetro del giardino dissolversi.

Lì, tra il profumo della terra e la penombra degli arbusti che mi circondano, tutto diventa possibile.

Nessun limite geografico. Nessun vincolo di tempo. Posso tracciare sentieri inesplorati, evocare volti dimenticati, riavvolgere il nastro degli anni o inventare domani che non esistono ancora. Posso esplorare le ombre del mio universo interiore o tuffarmi nelle vite degli altri, cambiare il finale delle storie, ricucire gli strappi e dare forma al caos, un colpo di dita alla volta.

Il mondo dentro casa dorme.

Io resto qui fuori, immerso nel buio, nell’attimo perfetto in cui il contatto con i tasti trasforma l’invisibile in sostanza. 

martedì 4 agosto 2026

Francesco – Il primo italiano di Aldo Cazzullo (HarperCollins – 2025)

Anche questo libro è andato e, come mia consuetudine, condivido le mie impressioni da semplice lettore.

Francesco d’Assisi non è stato solo una figura religiosa, ma il primo a dare un’identità culturale e linguistica a quella terra che oggi chiamiamo Italia. Scrivendo il Cantico delle Creature in volgare anziché in latino, ha scelto di parlare direttamente al popolo, ponendo le basi della nostra lingua. Questa è, in sintesi, la tesi di fondo dell’autore.

Quello che emerge dalle pagine è il ritratto di un uomo del suo tempo: un giovane benestante con ambizioni cavalleresche che, a un certo punto, compie una scelta di rottura radicale con la famiglia e la società dell’epoca.

Il libro si legge bene. La scrittura è essenziale, veloce e ricca di aneddoti, il che rende la lettura fluida e adatta a chi cerca un ritratto divulgativo, senza troppe pretese accademiche. Alla portata di tutti. Chi desidera un approfondimento specialistico dovrà probabilmente rivolgersi ad altre fonti: l’opera non aggiunge molto sul piano della ricerca storica pura, ma ha il grande merito di rispolverare la figura di Francesco, restituendo un ritratto umano a chi magari ne conserva un’immagine fin troppo idealizzata. 

sabato 18 luglio 2026

Come l'arancio amaro di Milena Palminteri - Bompiani (2024) - Le mia esperienza

 

Avevo voglia di misurarmi con un libro vincitore di un premio. E questo ha vinto il Bancarella del 2025.

Sono stato conquistato dal titolo, un po’ perché mi piace e un po’, forse, per deformazione professionale, con quella pianta che ho conosciuto come Citrus Aurantium tanti anni fa, e che, insieme ad altre essenze, mi fece penare non poco per ricordarne il nome.


L’inizio non è stato facile e devo ammettere che la lettura procedeva lentamente. L’uso del Siciliano mi costringeva spesso ad andare a leggere il glossario, opportunamente messo nelle ultime pagine. Ho pensato di mollare, facendo un’ipotesi, o meglio, una proporzione matematica: stai a vedere che i vincitori stanno a me come l’uva sta alla volpe.


Poi, ho lasciato perdere il glossario e mi sono lasciato conquistare dalla musicalità del dialetto, perdendo il significato di qualche parola, ma intuendo gli eventi narrati in quelle frasi.

Ho resistito e ne è valsa la pena. Un bel romanzo e un gran bell’esordio per l’autrice.


La trama, il significato, le recensioni e tutto il resto li lascio a Internet: di questo libro è scritto dappertutto.


A me resta la bella sensazione di aver letto qualcosa di bello, in cui l’autrice non ha semplicemente documentato una realtà storica, ma l’ha resa viva, trasmettendone tutta l’ingiustizia e il peso, per certi versi soffocante. 

martedì 14 luglio 2026

Si passa ad altro

L’estate arriva e l’aria di vacanza porta via con sé quello che è stato, lasciando spazio a un tempo più leggero, perfetto per ricaricarsi e poi ripartire. 

Qualcosa di nuovo, dopotutto, è già lì che aspetta.

È tempo di voltare pagina, anche per Trilogia Imperfetta. Il libro resta disponibile e ordinabile ovunque per chi vorrà scoprirlo, anche se l’esperienza mi suggerisce che chi era interessato si è già… interessato.

Utilizzerò questi mesi caldi non tanto per promuoverlo – rischierei solo di essere insistente – quanto per concentrarmi sul futuro.

Sarà una pausa estiva, sì, ma attiva.

martedì 7 luglio 2026

L'Angolo di Maria - Intervista su Radio Pistoia Web

Ieri è successa una cosa bella. 

Quella che doveva essere una semplice intervista sul mio libro Trilogia Imperfetta si è trasformata, quasi senza accorgermene, in una specie di viaggio nel tempo.

Tra una domanda e l'altra si sono riaperti cassetti che non toccavo da anni. Sono riemersi piccoli aneddoti, risate lontane e frammenti di un passato che aspettava solo la parola giusta per tornare a galla.

È stato un dialogo informale, leggero come una chiacchierata tra vecchi amici, ma con quella strana magia capace di scavare a fondo e rimettere in circolo la vita.

In fondo i libri nascono proprio da lì: da tutto ciò che abbiamo vissuto, custodito e, a volte, dimenticato, ma che è ancora inconsapevolmente presente in noi.

Grazie a Radio Pistoia Web e al simpatico regista Federico Fagioli, tanto accaldato quanto disponibile. 

E grazie a Maria Lorello per aver saputo ascoltare, non solo le risposte, ma anche i ricordi tra le righe.

E chissà se anche voi, guardando l'intervista o leggendo il libro, ritroverete qualcosa di voi stessi.

 

giovedì 18 giugno 2026

Scrittore? Ma mi faccia il piacere! - Il quadro più bello

Nel tardo pomeriggio ho cominciato ad avvertire quella sana tensione che precede gli eventi.

Non era paura, anzi, in un certo senso mi rassicurava, invitandomi a mantenere la concentrazione.

Erano anni che non affrontavo una presentazione dei miei libri e la formula che avevo scelto non era esente da rischi.

Ma era quello che sentivo di fare.

Sono arrivato sul posto quando era ancora giorno. Mia moglie mi ha aiutato a preparare e, quando abbiamo sistemato le panchine, le ho detto: «Io mi fermerei qui, sarebbe già un miracolo se si riempissero queste.»

Le prime persone sono arrivate con largo anticipo rispetto all’ora di inizio e questo mi ha permesso di scambiare qualche parola con loro, anche se, alla fine, il rammarico è stato quello di non aver potuto dare la meritata attenzione a tutte loro.

All’ora prevista abbiamo iniziato.

E la meraviglia è stato vedere che alle prime panchine, preparate di giorno, altre se ne erano aggiunte, e altre sedie erano state portate sulla splendida terrazza panoramica della ex-canonica della Rocca.

La cornice era di quelle che avrebbero valorizzato ogni quadro, ma l’opera che è stata dipinta ieri sera ha superato i confini dell’immaginabile. È stato incanto puro.

Ringrazio l’Associazione il Borgo della Rocca che ha concesso gli spazi, Don Roland Balong per la sua disponibilità e la sua partecipazione, la Parrocchia del Sacro Cuore di Montemurlo: a tutti loro grazie per aver accolto la mia idea e averla resa possibile.

E a ciascuno dei partecipanti va il mio grazie più profondo e immenso: per aver preso per mano un sogno e averlo reso, insieme, realtà.

domenica 7 giugno 2026

Dove la parola, la musica e l'immagine respirano di amicizia

Ieri sera ho partecipato a una serata organizzata da Marzia Carocci, che ringrazio per avermi invitato e per le parole, belle e inaspettate, che mi hanno fatto emozionare non poco.
Ho letto un brano che avevo scritto poco tempo fa, che divenne la mia "cartolina" di auguri di Pasqua, dal titolo L'odore della pioggia sull'asfalto.



L'arte, nelle sue svariate forme, e una sorta di invisibile complicità, insieme al piccolo teatro e al calore umano che si respirava, hanno reso tutto un'esperienza rara e preziosa, un momento di quelli da custodire nel cuore.
Grazie a tutti i partecipanti per avermi fatto sentire a casa.



martedì 26 maggio 2026

Scrittore? Ma mi faccia il piacere! Atto unico


Un connubio inedito per una serata speciale.

Roberto Benassai, con il suo Incidente tratto da una storia vera, e Don Roland Balong, con la sua tesi di dottorato, daranno vita a un Atto Unico nel suo genere, tra fantasia, riflessione, condivisione e solidarietà.

Un appuntamento da non perdere:

Mercoledì 17 giugno alle 21:30 a Montemurlo, 

terrazza panoramica ex - canonica della Rocca.

L'intero ricavato sarà devoluto alle attività giovanili della Parrocchia del Sacro Cuore di Montemurlo.

Insieme si può.

giovedì 14 maggio 2026

Un incontro tra storia, fede e cuore: il racconto di una serata speciale

Il 9 maggio scorso, noi de I Custodi della Via, abbiamo vissuto un’esperienza che resterà a lungo nei nostri cuori.

Abbiamo avuto l’immenso onore di mettere in scena un adattamento teatrale, in forma di lettura scenica, dedicato alla Crocina, Patrono, simbolo e cuore pulsante di Montemurlo, e a Don Paolino Contardi, indimenticato Parroco del nostro territorio.

È un’emozione difficile da spiegare, ma è stato uno di quei rari momenti in cui il teatro smette di essere solo “rappresentazione” per diventare memoria viva.

Recitare accanto alla Crocina non è stato solo un atto artistico, ma un’esperienza che ci ha toccato nel profondo.

Sentire la sua presenza silenziosa e potente a pochi passi da noi ha trasformato ogni riga letta in una sorta di preghiera e ogni impercettibile gesto in un omaggio alla nostra identità.

 


Ci abbiamo messo il cuore, consapevoli di essere immersi in un evento unico.

La nostra speranza è quella di essere riusciti a trasmettere al pubblico anche solo una piccola parte delle emozioni che abbiamo provato sul palco della Pieve di San Giovanni Decollato.

Grazie di cuore a chi ha scelto di condividere con noi questo alito di bellezza e profonda devozione.


domenica 3 maggio 2026

2 Maggio 2026 - Teatro di Cestello - Firenze

 Il 2 maggio 2026 ho partecipato al XXXII Incontro Nazionale Artisti 
di A & A di Marzia Carocci.

Durante questo evento ho letto brano che ho scritto 
su un'entità astratta che sento molto vicina a me.

Guardate il video: 
potrebbe riservare qualche sorpresa o fare chiarezza su un aspetto che mi riguarda.

sabato 18 aprile 2026

martedì 14 aprile 2026

Il clima partita del... lettore.

Avete presente quando gli sportivi di un certo calibro iniziano a sentire la tensione positiva, quel brivido che chiamano "clima partita"?

Ecco, per me non c'è niente di agonistico in vista, né alcuna medaglia in palio o traguardi da tagliare, ma la sensazione è molto simile.

Con due eventi di lettura all'orizzonte, si è risvegliato in me un desiderio prepotente: leggere.

Perché leggere? E leggere cosa? 

Ve lo spiegherò a tempo debito, anche se la foto che ho messo in questo post mi sembra chiara. 

Nel frattempo, ho rispolverato un brano scritto qualche mese fa, che vorrei considerare una sorta di "riscaldamento". 

Si intitola Bassa Marea.

Trovate il video nella colonna di destra del blog, pronto da guardare e ascoltare.

Vi aspetto lì, e poi... a maggio. 

Ecco, lo sapevo, me lo sono fatto scappare!

domenica 5 aprile 2026

Pasqua 2026 - L'odore della pioggia sull'asfalto

Avete presente quel momento, verso le sei del pomeriggio, quando la città sembra sul punto di esplodere? I clacson, le notifiche del telefono che vibrano nelle tasche, l’odore di smog che si appiccica ai vestiti...

Ecco, io ero lì. Ero nel mezzo del traffico, alla fermata del 27, circondato da facce blu chinate sugli schermi, ognuno blindato nel proprio isolamento.

E poi è successo.

Non c’è stato un tuono, nessuna luce accecante da film americano.

Semplicemente, lui era lì. In mezzo alla folla, vicino all'edicola.

Non aveva la tunica bianca delle statuette di gesso, vestiva un cappotto scuro, un po’ liso ai bordi, e le scarpe di chi ha camminato tanto. Ma aveva un modo di stare in piedi... come se il caos intorno non lo toccasse, o meglio, come se lui fosse l'unico punto fermo in quella giostra impazzita.

Si è guardato intorno. Ha incrociato lo sguardo di una donna che urlava al telefono, di un ragazzino che correva per prendere il bus, e poi il mio. E in quel rumore d’inferno, ha aperto le mani. Semplice. Come chi mostra di non avere armi, o come chi si prepara a un abbraccio che non riceve da una vita.

E ha detto solo tre parole: “Pace a voi”.

Quella frase, detta lì, tra il fumo dei tubi di scappamento e il cinismo dei pendolari, è risuonata come un’eco all’interno di una cattedrale vuota. Non è stata una “pace” da vacanza alle Maldive o da tisana rilassante.

È stata... una tregua.

In quel preciso istante, il tempo si è fermato. Il tipo del SUV che imprecava è rimasto a bocca aperta; la ragazza col trucco colato dal pianto si è asciugata gli occhi senza rendersene conto. Per un secondo, uno solo, abbiamo smesso di sentirci minacciati gli uni dagli altri. Abbiamo smesso di correre verso un traguardo che non esiste.

Lui ci guardava e non c’era giudizio. Solo una specie di... accoglienza definitiva.

Come se dicesse: “Lo so che siete stanchi. Lo so che avete paura. Ma non siete soli in questa trincea”.

Poi il bus è arrivato, la porta si è aperta con il tipico soffio pneumatico e la folla ha ripreso a spingere. Mi sono girato per cercarlo di nuovo, ma era sparito. O forse si era solo mescolato così bene tra noi che non riuscivo più a distinguerlo.

Sono tornato a casa.

Non ho acceso la TV, non ho guardato i social. Mi è rimasta addosso quella strana sensazione... come quando fuori piove a dirotto ma tu sei al sicuro, con le spalle al caldo.

Ci dicono sempre che la pace è un trattato firmato con la penna buona o l’assenza di guerra.

Ma dopo stasera, io credo che la pace sia un’altra cosa. È sapere che, anche in questo mondo frantumato, c’è qualcuno che entra nella tua stanza chiusa a chiave — che sia un ufficio, una camera o un cuore blindato — e ti dice che non devi combattere per forza.

“Pace a voi”.

Mi risuona ancora dentro. E sapete qual è la cosa strana?

È che per la prima volta dopo anni, credo che stanotte riuscirò a dormire davvero.


                                                                Buona Pasqua a tutti voi.

 

domenica 8 marzo 2026

Respiri profondi – Eva Bordinazzo – (A. & A. Marzia Carocci Edizioni 2024) - La mia testimonianza

Il perché delle letture alcune volte è inspiegabile. Ti può colpire una frase, un paragrafo, la copertina o la quarta di copertina.

Questo è un caso totalmente diverso. 

Incontrai l’autrice ad un incontro di persone che, come me, sono appassionate di arti e le coltivano, a prescindere da tutto. Parlò di imperfezioni e tanto mi bastò. Da lì a pochi giorni sarebbe uscita la mia Trilogia Imperfetta, e quelle sue parole mi fecero sentire in sintonia con lei. Prima dei saluti, riuscii a scambiarci due parole, poche parole sufficienti a farmi cercare il suo libro.

Pensavo di leggerlo tra un po’ di tempo, dopo altri che giacciono sul mio comodino da alcuni mesi e che sto leggendo più lentamente del solito.

Quando mi è arrivato, ho cominciato a sfogliarlo e non mi sono accorto di essere arrivato alla fine.

Caspita, l’avevo già finito!

È vero, le pagine non sono tante e per di più intervallate da immagini. Ma non era quello: era semplicemente che ogni pagina invitava ad andare alla successiva.

Il titolo rende molto bene l’idea dei versi e delle riflessioni contenuti nel libro. Respiri profondi: qualcosa di impalpabile, ma molto intenso.

giovedì 5 marzo 2026

Trilogia Imperfetta: Disponibilità in esclusiva presso Libreria San Jacopo di Pistoia fino al 31 maggio 2026

Carissime, carissimi,
ho il piacere di annunciarvi che il mio ultimo libro, Trilogia Imperfetta, ha trovato una “casa” fisica a Pistoia.
Per una scelta personale, e di cuore, ho deciso di non affidarmi solo agli store online, ma di privilegiare il contatto umano.
Troverete le copie del mio libro disponibili in esclusiva presso la Libreria San Jacopo, che ha sempre riservato un’ottima accoglienza ai miei lavori fin dai primi romanzi.
Sosterà lì fino al 31 maggio 2026.
Sempre che non finiscano le copie. Cosa che spero vivamente!
Passate a trovarli: in libreria, potrete curiosare tra gli scaffali, sfogliare i libri prima di acquistarli, sentirne il profumo.
E, se vi va, regalatevi un viaggio tra le pagine della mia Trilogia Imperfetta.
Grazie per il supporto che riservate sempre alla mia scrittura!



 

sabato 21 febbraio 2026

La costellazione del silenzio

C’è un momento che non compare in nessuna guida per autori.

Non è l’attesa, non è la speranza: è il silenzio.

All’inizio lo chiami tempo tecnico, poi lo chiami pazienza. Poi inizi a guardarlo negli occhi.

Il silenzio non risponde.

Non conferma, non rifiuta. Non dice “non ora”, non dice “mai”.

Resta sospeso come una stella lontana che non sai se sia ancora viva o già spenta.

Ho inviato parole. Proposte. Idee.

Ho immaginato sale, sedie, luci accese, libri aperti.

E poi è arrivato lui: vasto, compatto, impeccabile.

All’inizio pensavo fosse vuoto, poi ho capito che era pieno.

Pieno di possibilità non scelte, di messaggi non scritti, di decisioni rimandate.

Una galassia invisibile che non fa rumore.

Il silenzio non ti ferisce apertamente.

Ti lascia lì, in una stanza senza eco, ad ascoltare il battito delle tue stesse aspettative.

Eppure, a forza di guardarlo, ho iniziato a distinguere delle luci, piccole, distanti.

Non erano risposte. Erano domande nuove.

Scriverò ancora?

Proporrò ancora?

Ci crederò ancora?

Il silenzio non è un muro.

È un cielo notturno che non ti restituisce la voce, ma ti obbliga a cercare le stelle.

Forse ogni autore, prima o poi, deve attraversare questa costellazione.

Non per ottenere conferme, ma per misurare la propria luce.

E così resto qui, non in attesa di un sì, non per paura di un no,

ma per un segno, un’eco, un battito di risposta.

Con il mio libro tra le mani, sotto questo cielo immobile,

a contare le stelle che non rispondono

e a scoprire che brillano comunque. 

martedì 20 gennaio 2026

Trilogia Imperfetta - D'ora in poi

Con l’ultimo video pubblicato si è per ora conclusa la “promozione” di Trilogia Imperfetta, un percorso che ha accompagnato nei primi tempi questi tre romanzi fatti di fragilità, scelte, cadute e tentativi di rinascita.

Post e video sono stati il mio modo di raccontare ciò che sta dietro alle storie: le domande, le inquietudini, le imperfezioni che le attraversano e che, in fondo, sono di tutti noi. Ho tentato di avvicinarmi a chi legge con sincerità.

Avrei voluto incontrare i lettori anche dal vivo, ma non sempre gli spazi si aprono come vorremmo. E anche questo fa parte del cammino.

Così ho affidato tutto alle parole, ai post, ai video.

Ora è il momento di fermarmi, di lasciare che questo libro cammini da solo, senza altre parole a guidarlo, senza altri inviti. Perché alcune storie chiedono solo di essere incontrate, non accompagnate oltre.

Grazie a chi ha seguito questo percorso, a chi ha scelto e a chi sceglierà di esserci.

Trilogia Imperfetta è lì, con le sue crepe e la sua voce, per chi vorrà incontrarlo.

domenica 18 gennaio 2026

Trilogia Imperfetta – Il romanzo con la data di scadenza – Ultimo video

Dopo i video delle settimane scorse, questo è l’ultimo in cui vi parlo dei romanzi inclusi in Trilogia Imperfetta (finalmente, dirà qualcuno).

Ho provato a raccontarvi, a grandi linee, come sono nati, cosa li ha messi in movimento, leggendone anche alcuni passaggi. 
Spero di avervi trasmesso almeno una scintilla di curiosità per gli argomenti trattati, o semplicemente il desiderio di avvicinarvi a quelle pagine. 
Un libro si sceglie sempre in libertà, ma mi piace pensare che, se deciderete di leggerlo, da quelle pagine possa nascere — o continuare — un’esperienza condivisa. 
Se avrete voglia di leggerlo, per me sarà un grande dono.

È possibile ordinarlo online su:

Feltrinelli:

https://www.lafeltrinelli.it/trilogia-imperfetta-libro-roberto-benassai/e/9791224036975

Ibs:

https://www.ibs.it/trilogia-imperfetta-libro-roberto-benassai/e/9791224036975

Libreria Universitaria:

https://www.libreriauniversitaria.it/trilogia-imperfetta-benassai-roberto-youcanprint/libro/9791224036975

Libraccio:

https://www.libraccio.it/libro/9791224036975/roberto-benassai/trilogia-imperfetta.html

Amazon:

https://www.amazon.it/Trilogia-imperfetta-Roberto-Benassai/dp/B0G4V8SNSR/ref

Youcanprint:

https://store.youcanprint.it/trilogia-imperfetta/b/0975589f-4e83-58a1-8fa6-850505cd4d43

Unilibro:

https://www.unilibro.it/libro/benassai-roberto/trilogia-imperfetta/9791224036975

E nelle delle librerie fisiche (la lista è lunga, cercate quelle della vostra città):

https://www.youcanprint.it/distribuzione-librerie-fisiche

Poi, come di consueto, tutti gli approfondimenti sono su Il Rifugio di Roberto:

https://robertobenassai.blogspot.com (che sbadato, siamo già su Il Rifugio di Roberto).

Adesso è il momento del silenzio, ma di un silenzio attivo, nel quale provare a capire come trasformare questo lungo monologo in un incontro, in un dialogo possibile.

Se accadrà, ve lo farò sapere.

Intanto continuo a scrivere.

Un nuovo viaggio è già iniziato, con altre storie e altri personaggi, lungo le strade della fantasia.