sabato 18 luglio 2026

Come l'arancio amaro di Milena Palminteri - Bompiani (2024) - Le mia esperienza

 

Avevo voglia di misurarmi con un libro vincitore di un premio. E questo ha vinto il Bancarella del 2025.

Sono stato conquistato dal titolo, un po’ perché mi piace e un po’, forse, per deformazione professionale, con quella pianta che ho conosciuto come Citrus Aurantium tanti anni fa, e che, insieme ad altre essenze, mi fece penare non poco per ricordarne il nome.


L’inizio non è stato facile e devo ammettere che la lettura procedeva lentamente. L’uso del Siciliano mi costringeva spesso ad andare a leggere il glossario, opportunamente messo nelle ultime pagine. Ho pensato di mollare, facendo un’ipotesi, o meglio, una proporzione matematica: stai a vedere che i vincitori stanno a me come l’uva sta alla volpe.


Poi, ho lasciato perdere il glossario e mi sono lasciato conquistare dalla musicalità del dialetto, perdendo il significato di qualche parola, ma intuendo gli eventi narrati in quelle frasi.

Ho resistito e ne è valsa la pena. Un bel romanzo e un gran bell’esordio per l’autrice.


La trama, il significato, le recensioni e tutto il resto li lascio a Internet: di questo libro è scritto dappertutto.


A me resta la bella sensazione di aver letto qualcosa di bello, in cui l’autrice non ha semplicemente documentato una realtà storica, ma l’ha resa viva, trasmettendone tutta l’ingiustizia e il peso, per certi versi soffocante. 

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