Nel tardo pomeriggio ho cominciato ad avvertire quella sana tensione che precede gli eventi.
Non era paura, anzi, in un certo senso mi
rassicurava, invitandomi a mantenere la concentrazione.
Erano anni che non affrontavo una presentazione
dei miei libri e la formula che avevo scelto non era esente da rischi.
Ma era quello che sentivo di fare.
Sono arrivato sul posto quando era ancora giorno.
Mia moglie mi ha aiutato a preparare e, quando abbiamo sistemato le panchine,
le ho detto: «Io mi fermerei qui, sarebbe già un miracolo se si
riempissero queste.»
Le prime persone sono
arrivate con largo anticipo rispetto all’ora di inizio e questo mi ha permesso
di scambiare qualche parola con loro, anche se, alla fine, il rammarico è stato
quello di non aver potuto dare la meritata attenzione a tutte loro.
All’ora prevista
abbiamo iniziato.
E la meraviglia è
stato vedere che alle prime panchine, preparate di giorno, altre se ne erano
aggiunte, e altre sedie erano state portate sulla splendida terrazza panoramica
della ex-canonica della Rocca.
La cornice era di quelle che avrebbero
valorizzato ogni quadro, ma l’opera che è stata dipinta ieri sera ha superato i
confini dell’immaginabile. È stato incanto puro.
Ringrazio l’Associazione il Borgo della Rocca che
ha concesso gli spazi, Don Roland Balong per la sua disponibilità e la sua
partecipazione, la Parrocchia del Sacro Cuore di Montemurlo: a tutti loro
grazie per aver accolto la mia idea e averla resa possibile.
E a ciascuno dei partecipanti va il mio grazie
più profondo e immenso: per aver preso per mano un sogno e averlo reso,
insieme, realtà.

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