Ieri si è svolto un incontro tra artisti, dove ognuno ha condiviso la sua arte, in un clima profondamente cordiale e amichevole.
È stata una giornata piena di emozioni, provate ascoltando e
guardando la bellezza che scaturiva dagli altri, una ricchezza per l’anima, e
quelle forti, scattate quando è stato il mio turno di salire sul palco.
Ho cambiato più volte il brano da leggere, alla
fine la scelta è caduta su Bassa Marea, un testo che scrissi tempo fa, in un
momento in cui avevo ipotizzato di smettere di scrivere.
Sono tornato sui miei passi, e l’ho inserito nell’ultimo
romanzo di prossima uscita, La neve tra i capelli, affidandolo alla voce di un
senzatetto poeta.
Ma ho rischiato di sostituirlo all’ultimo minuto.
Ieri avrei potuto essere in compagnia sulle
sedie di quel teatro, ma circostanze ben più importanti hanno fatto sì che andassi
da solo.
Recandomi in auto verso la stazione, ho messo a fuoco questa verità. Poi, in treno, ho preso il foglio degli orari che avevo in tasca e ho scritto un pensiero di getto. Una cosa inusuale per me.
Alla fine ho
scelto di non leggerlo: un po’ perché il tempo reclamava il riposo, un po’ per
la paura, non ultima quella di non riuscire a decifrare la mia calligrafia.
Così ho deciso di condividerlo qui.
Qui c’è quello che ho letto: Bassa marea
E nell’immagine c’è quello che non ho letto.


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