sabato 21 febbraio 2026

La costellazione del silenzio

C’è un momento che non compare in nessuna guida per autori.

Non è l’attesa, non è la speranza: è il silenzio.

All’inizio lo chiami tempo tecnico, poi lo chiami pazienza. Poi inizi a guardarlo negli occhi.

Il silenzio non risponde.

Non conferma, non rifiuta. Non dice “non ora”, non dice “mai”.

Resta sospeso come una stella lontana che non sai se sia ancora viva o già spenta.

Ho inviato parole. Proposte. Idee.

Ho immaginato sale, sedie, luci accese, libri aperti.

E poi è arrivato lui: vasto, compatto, impeccabile.

All’inizio pensavo fosse vuoto, poi ho capito che era pieno.

Pieno di possibilità non scelte, di messaggi non scritti, di decisioni rimandate.

Una galassia invisibile che non fa rumore.

Il silenzio non ti ferisce apertamente.

Ti lascia lì, in una stanza senza eco, ad ascoltare il battito delle tue stesse aspettative.

Eppure, a forza di guardarlo, ho iniziato a distinguere delle luci, piccole, distanti.

Non erano risposte. Erano domande nuove.

Scriverò ancora?

Proporrò ancora?

Ci crederò ancora?

Il silenzio non è un muro.

È un cielo notturno che non ti restituisce la voce, ma ti obbliga a cercare le stelle.

Forse ogni autore, prima o poi, deve attraversare questa costellazione.

Non per ottenere conferme, ma per misurare la propria luce.

E così resto qui, non in attesa di un sì, non per paura di un no,

ma per un segno, un’eco, un battito di risposta.

Con il mio libro tra le mani, sotto questo cielo immobile,

a contare le stelle che non rispondono

e a scoprire che brillano comunque. 

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