martedì 7 gennaio 2025

L’infanzia di Gesù – Joseph Ratzinger – Benedetto XVI – Rizzoli (2012)

Leggere i libri di Papa Ratzinger è sempre molto interessante.

Lo è perché, con chiarezza, espone e spiega concetti difficili o appresi in maniera superficiale o approssimativa.

Certo, non è facile, perché Gesù è un argomento tra i più spinosi degli ultimi… millenni, allora ben venga qualcuno che, in maniera autorevole rende le cose un po’ più chiare, anche se l’autore stesso dice che ogni interpretazione resterà sempre indietro rispetto alla grandezza del testo biblico.

Partendo dai Vangeli di Matteo e Luca, Ratzinger dà la sua interpretazione avvalendosi anche del contributo di altri studiosi, partendo dalla domanda “Di dove sei tu?”, passando per l’annuncio della nascita di Giovanni e Gesù, fino al momento in cui Gesù, dodicenne, viene ritrovato da Maria e Giuseppe nel Tempio.

Una lettura consigliata per chi vuole approfondire la figura di Gesù, per conoscenza personale, quindi anche per chi non crede, ma anche per un più consapevole cammino di fede per chi è credente.

domenica 5 gennaio 2025

Un anno di Incontro al mattino

Il 5 gennaio dello scorso anno, esattamente un anno fa, il romanzo Incontro al mattino andò a prendere il suo posto tra gli altri ebook delle librerie online.

Qui puoi leggere un estratto

Incontro al mattino è un romanzo in cui i protagonisti, Elena e Marco, arrivano da Nel mezzo della notte del 2005.

È un sequel? No, non lo è, vive di vita propria, pur non mancando alcuni riferimenti alla precedente storia.

È stato il libro che ho scritto con più voglia di farlo. Ricordo di averlo terminato in pochi mesi. Ogni giorno sentivo il bisogno di stare un po’ insieme a quei personaggi, dai quali, come tutti gli altri dei miei romanzi, mi è impossibile staccarmi perché sono parte di me.

Era l’anno della pandemia, cominciai a scriverlo nel mese di maggio e lo proposi ai lettori nel mese di settembre.

Per scriverlo feci il contrario di quello che avevo sempre fatto. Solitamente cominciavo a scrivere quando avevo un titolo, un inizio e una fine. In quel caso, però, cominciai lasciando andare la penna, pardon, la tastiera, per conto suo.

Avevo solo l’inizio, poi arrivarono, per strada, la fine e il titolo.

I protagonisti hanno alle loro spalle un’amicizia che proviene da lontano.

Entrambi sposati con figli, provengono da esperienze dolorose con le quali dovranno fare i conti.

Lui ha subito un lutto importante, lei fugge dalle violenze psicologiche del marito.

Per poter affrontare il presente e intravedere un futuro, dovranno mettere alle loro spalle un tratto di vita, riconsiderare sentimenti importanti come l’amicizia, l’amore, la fede, e rivivere, non senza soffrire, gioie e dolori passati.

Tutto questo nello spazio di un fine settimana.

Se sei interessato consulta l'elenco degli store sui quali reperirlo.


sabato 4 gennaio 2025

Il primo post dell'anno

Caro Rifugio, 

ti avevo lasciato, lo scorso anno, con un post dall’immagine “ingannevole” rispetto al contenuto rimasto perlopiù sconosciuto.

Un collage con foto relative all’anno che si stava chiudendo, appartenenti ormai al passato, ed un grosso punto interrogativo in corrispondenza del nuovo anno.

Un solo punto interrogativo che mi accompagna da parecchio tempo anche nella foto in fondo al blog, se si ha la pazienza di scorrere fino in fondo, che pone varie domande, alle quali prima o poi dovrò trovare delle risposte.

Intanto cominciamo l'anno.


lunedì 30 dicembre 2024

2025? Riparto da qui

 L’anno volge al termine ed è tempo di bilanci (e qui esce fuori tutto il ragioniere che c’è in me).

Il 2024 è stato un anno strano per me, nel quale ho riposto grandi speranze, con nuovi progetti, e durante il quale sono arrivate delle novità, che hanno suscitato in me nuove emozioni. Ho portato avanti vecchie passioni e ne ho scoperte di nuove.

Nel 2024 ho “compiuto” venti anni di scrittura, fatto impensabile ventuno anni fa. Ho considerato questi due decenni un periodo molto bello della mia vita, provando una sensazione di gioia che ho cercato di condividere. Come dice il proverbio: “Gioia condivisa, doppia gioia”.

Così ho pensato a due progetti che sono partiti subito, un inizio di anno scoppiettante.

Il primo, mettere online i racconti che ho scritto nel corso del tempo inserendoli su un sito dedicato alle storie brevi.

Il secondo, ridare vita ai miei primi romanzi, facendone degli ebook, con l’aggiunta di uno nuovo.

Un modo, ho pensato, per renderli disponibili a chiunque. Adesso stazionano tutti, vecchi e nuovo, nelle principali librerie online. Stazionano, appunto.

Ma...

domenica 22 dicembre 2024

Non s'impacchetta

Ci siamo, siamo di nuovo a Natale.

Quest’anno le luci degli addobbi sono apparse prima del solito. Da oltre un mese si vedono lampadine colorate ai balconi, alle finestre, agli alberi, alle ringhiere. Sono lì ad illuminare la notte, agitandosi in attesa del giorno.

Non ho potuto fare a meno di domandarmi perché così presto, ed una delle risposte che mi sono dato è perché, forse, in questo mondo dove ci stiamo abituando a tutto, abbiamo bisogno, oggi ancora di più, di luce e di calore.

Questo mi ha riportato alla mente il tempo in cui, da bambino, il Natale era per me una festa a metà.

Era bella l’attesa, con la trepidazione per un desiderio che poteva avverarsi in quella notte dove tutto era possibile, ma che al mattino rimaneva tale.

Quella giornata, così speciale per tanti, era come una domenica qualunque, con i miei genitori che lavoravano,

venerdì 20 dicembre 2024

A volte ritornano

Ci sono momenti che, ciclicamente, si ripresentano.

Negli ultimi giorni mi è tornato alla mente, con forza, un gioco di versi che scrissi alcuni anni fa. Allora lo avevo scritto in un modo, oggi lo farei in maniera leggermente diversa, lasciando invariato il titolo.


Il silenzio e la fiammella

 

Quel suono

vivo e scoppiettante

è ormai muto.

 Una fiammella esitante

in preda al vento

che si spegne in un momento.

 Resta il profumo

dell’esile filo di fumo

poi più niente.

Quella forte brezza

ha spento un’illusione.

Dal dubbio sei assalito.

Confuso ed avvilito

Cerchi una ragione

per placar la delusione.

Tu come un cerino

vuoi riaccender lo stoppino

e sfreghi, sfreghi nuovamente

ma quello ormai è indifferente.

Il fiammifero è consumato

giace sul pavimento

annerito e bruciacchiato.

E quel suono!

A malincuore

ti stai abituando

a quel rumore:

 

il silenzio.

venerdì 13 dicembre 2024

La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano – Mondadori (2008)

Dopo aver letto che aveva vinto vari premi, rimasi colpito e incuriosito da questo libro da poco uscito. Era il primo romanzo dell’autore.

Accidenti, pensai, uno scrittore che vince così tanto al primo romanzo deve essere particolarmente bravo. Mi piacerebbe leggerlo.

Era il periodo in cui prendevo libri attraverso il prestito bibliotecario, così cominciai a dargli la caccia, ma inutilmente, perché c’era sempre qualcuno che arrivava prima di me. Dopo un po’ abbandonai le ricerche e il libro passò nel dimenticatoio.

Ma dopo tanti anni l’ho letto.

Il libro narra le vicende di Alice e Mattia le cui vite si intrecciano con altre che fanno da contorno ma che non restano indifferenti. Vite che scorrono parallele, che arrivano quasi a sfiorarsi, ma senza mai incontrarsi veramente.

Le amare vicende accadute in giovane età ai due protagonisti ne condizioneranno la crescita e il futuro, causando ad entrambi problemi di salute e non solo. Le loro vite rispecchiano varie problematiche che riscontriamo nella quotidianità, mettendo in evidenza soprattutto quelle di chi non rientra nei “canoni della normalità” come la società preferirebbe.

L’autore riesce, a mio avviso, nell’intento di caratterizzare i personaggi, descrivendo le loro vite difficili e dure, il loro tentativo di sopravvivere in un mondo che non sempre riescono a capire.

È scritto molto bene, è scorrevole, e ogni pagina invita a continuare a leggere, fino alla fine.

Dopo averlo letto, ho capito perché vinse vari premi: davvero bello.

domenica 24 novembre 2024

Tanuki – Leonardo Rindi – Ed. Remo Sandron (2024)

In questo 2024 non mi sorprendo più di niente.

Tante sono state le novità, le prime volte.

Una di queste è legata alle poesie.

Così mi sono ritrovato a partecipare ad una presentazione di un libro che raccoglie poesie: Tanuki di Leonardo Rindi.

Poesia è una parola alla quale ho sempre portato un grande rispetto. Quando ho cercato di scrivere qualcosa di simile ho usato termini come gioco di rime o, al massimo, gioco di versi.

Per questo ammiro molto chi riesce a catturare la profondità del mondo che ci circonda attraverso l’essenzialità di pochi versi.

Il tema di queste poesie è la violenza sulle donne.

Un tema scottante per una piaga del nostro tempo che vede l’impegno di tanti per la sua eliminazione.

Le poesie sono toccanti, le parole scelte con cura dall’autore invitano ad una approfondita riflessione e ci dicono molte cose sui tipi di abusi e di violenze che subiscono le donne, da parte di un uomo, se così si può definire, che si sente superiore in base a non si sa quale verità.

Il 25 novembre è alle porte.

Le manifestazioni e gli eventi tengono accesi i riflettori su questa piaga per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica.

La forza delle poesie è quella di penetrare nell’anima e accendere le coscienze.

Le poesie di questa raccolta riescono a farlo toccando le nostre corde, un arpeggio nel profondo.


martedì 12 novembre 2024

Gesù figlio dell’uomo – Kahlil Gibran - Universale Economica Feltrinelli

Leggere le pagine di Gibran per me è sempre un piacere perché sono poesia attraverso la quale riflettere e meditare. Su alcune pagine ci sarebbe da soffermarsi a lungo perché ci interrogano su tanti aspetti della vita attuale, pur essendo, questo libro, del 1928, ma anche perché pongono domande sulla figura di Gesù, come figlio dell’uomo e come figlio di Dio, interrogandoci sulla fede.

In questo libro si cerca di presentare Gesù, uomo tra gli uomini, sotto molteplici aspetti, e per fare questo vengono chiamati a parlare di lui tanti personaggi che hanno avuto modo di conoscerlo. Alcuni sono veri, come gli Apostoli, altri sono inventati. Ne emerge un quadro di ricordi appassionati, ma anche contrastanti, sulla figura di Gesù. 

C’è chi rinasce dopo averlo incontrato, c’è chi lo considera un imbroglione. C’è chi lo seguirà fino ai confini della terra, c’è chi gli addossa tutte le colpe per ciò che ha subito in vita. Insomma, niente di nuovo con i nostri giorni.

Gibran, anche attraverso pagine un po’ indigeste, a seconda del rapporto che ognuno ha con la propria fede, si sofferma sul Gesù uomo, "addomesticando" alcuni passi del Vangelo e delle Scritture per il raggiungimento del suo intento.

Il Gesù di Gibran è una versione poetica di Gesù. Un uomo di grande valore, ma non il Salvatore.

Alcune pagine mi hanno lasciato dei dubbi e non sono state del tutto comprensibili riguardo alle intenzioni dell’autore.

Forse credeva che Gesù fosse “solo uomo”? O forse voleva esaltarne di più la sua personalità? Forse voleva puntare il dito verso un tipo di Chiesa ipocrita?

Ci vorrebbe un teologo per capirne di più.

In ogni caso un libro poeticamente bello, stimolante, ed una lettura molto appassionante.

giovedì 31 ottobre 2024

Prenderla con filosofia - Fine del corso

Quando tutto sembra finito è allora che stai per cominciare.

È una frase che mi accompagna da tanto tempo, in cui tanti, credo, possano riconoscere vari passi della vita.

Alcuni esempi: quando finiscono le scuole elementari, iniziano le medie. Quando finiscono queste, si festeggia, ma non è altro che l’inizio delle superiori, e così via fino ad essere nel vivo della vita vera con tutte le sue sfaccettature, positive e negative.

Ad ogni fine sembra corrispondere sempre un nuovo inizio che non è altro che la prosecuzione del periodo precedente.

Sarà che questa settimana è stata densa di emozioni, sarà perché sto diventando (più) grande, ma ultimamente tante cose mi procurano emozioni.

Per esempio, alcuni giorni fa è terminato un breve corso di approccio alla filosofia. Per il secondo anno mi sono iscritto e, anche per altri corsi frequentati, ho iniziato a fare conoscenza con alcune persone, studenti e insegnante.

Alla fine, quando ognuno stava riprendendo la strada di casa, ho avuto delle sensazioni che erano un misto di malinconia, tristezza, vuoto.

Non mi ha aiutato il fatto di essere stato il penultimo ad uscire dal parcheggio: tutti sono passati davanti ai miei occhi, ognuno con la propria storia da riportare a casa.

E per la prima volta ho pensato che quella frase citata sopra non corrispondesse al vero.

Ho pensato che alcune di quelle persone non le avrei riviste, al di là delle buone intenzioni manifestate durante i saluti.

Ho avuto la sensazione che il non espresso e il non detto avessero prevalso nonostante il desiderio contrario.

Ho pensato che tutto fosse veramente finito, che i fili di un certo arazzo, citato durante precedenti incontri, avrebbero cominciato a sfilacciarsi, se non a rompersi.

Questo è quello che ho provato, a torto o a ragione, ed in cuor mio spero tanto che quell’arazzo continui a mostrare i suoi magnifici colori.

sabato 26 ottobre 2024

Metti una sera a teatro

È notte alta e sono sveglio”.

Sono le parole di una bellissima canzone di tanti anni fa ed è quello che sta accadendo a me.

Nel buio della mia camera, nel mio letto, non riesco a dormire.

I rintocchi del campanile che scandiscono il tempo che passa ed il respiro tranquillo di mia moglie che sta dormendo accanto a me accompagnano, come in una danza, i miei continui movimenti.

Mi giro e mi rigiro senza prendere sonno, perché non posso smettere di vedere le immagini di questa giornata, non voglio smettere di gustare quelle sensazioni e quelle emozioni che mi hanno tenuto compagnia per tutta la durata di questa esperienza, nuova per me, come nuove sono le persone dalle quali mi sono sentito subito accolto e con le quali mi sono sentito subito a mio agio.

Sono già nel giorno dopo.

Ieri era tutto nuovo, era qualcosa che stavo facendo per la prima volta.

In precedenza su di un palco c’ero salito, ma per cantare o per presentare. Spesso il mio ruolo è stato dietro le quinte, a creare, a scrivere, a organizzare.

Ad un certo punto, prima dello spettacolo, ho detto: «È la prima volta che salgo su un palco vero, di un teatro vero. Voglio godermi ogni momento di questa serata.»

E, a mano a mano che l’inizio si avvicinava, sentivo che buone sensazioni crescevano in me, così come crescevano l’emozione e la voglia di calcare quel palco.

E quando questo è accaduto, sono stato rapito da un incanto.

Il tempo ha fatto una pausa. Tutto si è fermato. Tutto era buio davanti a me. Le luci, soffuse, illuminavano parte del palco. Il mio cuore si è scatenato in una danza frenetica per passare, gradualmente, ad un ballo lento, di quelli che oggi non si ballano più.

Un testo da interpretare e di nuovo emozioni, da vivere, da condividere.

Poi lo spettacolo è finito.

In platea ho intravisto care persone che sono venute a vederci. Le ho cercate per salutarle, tutte. Non so se ci sono riuscito.

Senza accorgermene, non ho sentito più i rintocchi del campanile.

Oggi è il giorno dopo.

Ieri sera ho volato.

Le emozioni sono dentro di me.

Il carrello della spesa mi attende. 

sabato 5 ottobre 2024

Buon compleanno Rifugio!

Caro Rifugio,

oggi compi 16 anni, un’eternità nel mondo virtuale.

E dopo tutto questo tempo siamo ancora qua.

Altri blog di questa sfigata piattaforma, obsoleta e antica, sono chiusi o languiscono, abbandonati, da tempo.

Io non ce l’ho fatta né a chiuderti né ad abbandonarti, nonostante ci sia andato vicino molte volte.

A te ho affidato le mie letture, le mie passioni, le mie delusioni, le mie gioie, le mie emozioni, gran parte dei miei sentimenti, ma non tutti come avresti desiderato, perché a te ho affidato anche i miei silenzi e tante parole non dette.

Con te sono cresciuto, pensa cosa arrivo a dirti, non solo con l’età, ma anche come persona, perché, per scrivere, mi hai indotto a riflettere e questo mi ha permesso di conoscermi un po’ meglio.

Pensa quanto sei importante per me.

Ma non montarti la testa, le persone sono molto più importanti di te.

Peccato che qui non se ne soffermino più tante, come invece faccio io quando ne sento la necessità, e quando questo accade, inizia un faccia a faccia tra te e me, dove io posso dire quello che altrove sarebbe difficile o impossibile dire e dove tu, pazientemente, come un amico intimo mi ascolti.

Dai, brindiamo insieme, in silenzio.

Non se ne accorgerà nessuno.

Buon compleanno Rifugio!

domenica 22 settembre 2024

Lettera a una professoressa – Scuola di Barbiana – Libreria Editrice Fiorentina (1967)

Non è facile parlare di questo libro in un contesto apparentemente e totalmente diverso da quello in cui è stato scritto.

Don Milani era già gravemente malato, la scrisse insieme ai suoi ragazzi, e si adoperò per la sua diffusione che divenne, soprattutto dopo la sua morte, un’opera che in molti dovettero leggere per capire di più il pensiero, la spiritualità e l’operato di quel prete scomodo ai più.

La Lettera è un’accusa contro un certo tipo di scuola, quello selettivo, quello che scarta anziché recuperare, quello di favorire certi ceti sociali a discapito di quelli meno abbienti, quello che crea disparità, quello che se “è da 4, io metto 4”, quello che riproduce le disuguaglianze sociali, economiche e culturali già presenti nella società, quello che genera dispersione scolastica favorendo lo scarto, quello che è come “un ospedale che cura i sani e respinge i malati”, quello che vive al di fuori della realtà, quello che nega la dignità.

La Lettera è una battaglia contro la discriminazione a favore dei diritti, del diritto del sapere, per non rincorrere un nozionismo, una carriera, ma per ambire ad una capacità di pensiero e di ragionamento personale, per una dignità personale che rende liberi di esprimersi, di decidere, di andare anche controcorrente. La Lettera chiede una scuola che insegni a pensare, che contribuisca a rendere cittadini sovrani.

Il contesto attuale è molto diverso da allora, basti pensare all’evoluzione economica, alla tecnologia, alle comunicazioni. Da un punto di vista sociale, credo faccia bene leggere questo libro e riflettere, tutti, perché la scuola è un bene che riguarda tutti, nessuno escluso.

mercoledì 11 settembre 2024

Alcune notizie de "Il treno delle 7,18"

 Immagini di repertorio

In questi video, realizzati durante una presentazione in libreria di alcuni anni fa, parlavo del romanzo 
"Il treno delle 7,18"


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sabato 7 settembre 2024

Alcune notizie di "Al di là delle ombre"

 Immagini di repertorio

In questo video, realizzato durante una presentazione in libreria di alcuni anni fa, parlavo del romanzo 
"Al di là delle ombre"