martedì 5 ottobre 2021

Z come zZz

 Amiche ed amici del Rifugio, il blog chiude.

Avendo deciso di farlo già da tempo, ho scelto di farlo nello stesso giorno in cui lo aprii, il 5 ottobre. Era 2008, e le parole del post di apertura furono le seguenti:

«Ciao amici,

mi chiamo Roberto e ho appena aperto questo spazio sul web.

Questo sarà il mio rifugio, per parlare, anzi scrivere, delle mie passioni: la scrittura, la lettura, la musica, lo sport e altre ancora che di volta in volta verranno chiamate in causa.

Nel mio rifugio cercherò di accogliere anche gli internauti che vorranno farvi tappa e che avranno voglia di condividere con me quelle passioni.»

Le motivazioni, i saluti ed i ringraziamenti li avevo già scritti alcuni mesi fa, alla lettera D come Desistenza, pertanto non sto a ripetermi ma, se ve li siete persi, potete leggerli qui.

So già che il Rifugio mi mancherà, come mi mancheranno le persone che di tanto in tanto, in questi tredici anni, hanno lasciato i loro commenti.

Ognuno di voi è stato importante per la mia persona.

Un abbraccio.

Ciao.

lunedì 27 settembre 2021

X e Y come X e Y

Incognite per eccellenza, ma anche variabili.

E allora lasciamole stare, non aggiungiamo niente al fascino del loro mistero.

martedì 21 settembre 2021

Un anno fa avvenne


Con la luce di una debole lampada da scrivania che si diffonde nella mia stanza, quella che io chiamo "della tranquillità", scrivo per una delle ultime volte sul blog.
Mi andava di farlo perché oggi Incontro al mattino compie un anno. 
Niente a che vedere con l'età dei suoi fratelli maggiori, basta pensare alla quasi maggior età di Quattro passi, ma il traguardo è importante, almeno per me o, forse, soltanto per me.
In ogni caso mi andava di festeggiarlo, e di farlo qui, nella consueta calma del Rifugio.

sabato 11 settembre 2021

W come WhatsApp

C'è poco da fare, ha stravolto il nostro modo di comunicare, mandando in pensione telefonate ed email, che resistono, ma ormai solo per questioni importanti.

È comodo, se vogliamo anche discreto se utilizzato in modo intelligente e corretto, ma un conto è parlare e un conto è messaggiare. Sì, d'accordo, c'è anche il messaggio audio, ma è comunque una differita, alla quale si risponde con un'altra differita.

Ci misi un po', qualche anno fa, a capire questa App. Quando non l'avevo, stentavo a comprenderne il funzionamento, ma poi dovetti mettermi al passo con i tempi.

La spunta grigia, la doppia spunta grigia, la doppia spunta blu. 

E se la spunta grigia non diventa mai doppia, beh, allora capisci che, probabilmente, sei stato bloccato, e allora sono dolori!

«Chiamami!» non esiste quasi più, sostituito da «Mandami un Whatsapp!»

Che piaccia o no, questo è il presente. 

Chissà cosa ci riserverà il futuro, fra qualche tempo.




domenica 5 settembre 2021

V come Vivi

Qualche anno fa mi divertivo a scrivere testi che poi adattavo a musiche di canzoni già note e che mi piacevano particolarmente. In sostanza sostituivo il testo originale con quello che avevo scritto io. Poi le cantavo per sentire che effetto faceva. Vivi, di cui parlo in questo post, l'adattai sulla musica di una canzone dei Nomadi (cari Nomadi, lo so che non si fa, ma perdonatemi se potete, non avete nulla da temere). Lo spunto mi venne guardando ballare gente della seconda età ad una festa locale. Mi colpì la loro voglia di vivere, di divertirsi, al di là degli acciacchi e dei problemi quotidiani. Inizialmente ne scrissi un breve racconto e da quello ne ricavai una canzone, un invito ad amare la vita e chi di questa vita fa parte, in una dimensione in cui questi due amori si fondono, dando origine ad una sola realtà.

Qui...

martedì 31 agosto 2021

U come Uomo no

Con la lettera U torno alla musica, con una canzone di Renato Zero, Uomo no, una di quelle canzoni che mi piacerebbe cantare durante le serate, ma che alla fine non farò mai, perché non ha i ritmi giusti del divertimento. Allora me la canto quando sono da solo e me la ascolto ogni tanto.
Copio e incollo il testo: poche parole, tanto contenuto. 
Leggetelo durante l'ascolto.

Spirali, di fumo
Nell'ombra di una stanza
L'insegui con gli occhi
Fiutando la speranza
L'anno del mai
Comincia per te
Fuggi dal mondo
Che mondo non è
La strada, più breve
Dimenticare chi sei tu!
Dormire
Per un po'
E sognare di esistere
Se non hai
Non hai più
Un motivo per vivere
Uomo, no!
Il buio, no!
Perché, figlio della luce sei!
Perché ali per volare hai
Perché ritrovarti un giorno puoi
Lascia ai mercanti, senza Dio
Quell'oncia in più d'oblio
Sicari
Vampiri
Di cui, non puoi far senza
Si vende
La morte
A un grammo la coscienza!
L'anno del mai
Sta certo, verrà!
E una manciata
Di terra cadrà
Uomo, no!
Il buio, no!
Perché, tu non guardi intorno a te?
Perché, una mano tesa ancora c'è
Perché, muori schiavo, ed eri un re?
Anima, non gettarti via
Vivi la tua poesia!

                    

venerdì 27 agosto 2021

T come Teatro

Quella del teatro è stata un’esperienza che ha dell’incredibile.

Non posso dire di essere un amante del teatro. Ho visto poche rappresentazioni e, fra queste, ancora meno recitate da professionisti. Potrei affermare con certezza di essere al di fuori di quel mondo.

Eppure quando fui chiamato per occuparmi di questa attività, si parla comunque di ambito parrocchiale, niente di più, mi ci buttai a capofitto.

Era una bella sfida, perché mi sentivo come una persona che non ha mai giocato a calcio chiamata ad allenare una squadra di calcio, per di più chiamata a sostituire un allenatore che aveva vinto, con la sua squadra, tutto quello che c’era da vincere.

Non ricordo nemmeno più il motivo per cui fui interpellato, ma accettai di buon grado, consapevole del fatto che ci sarebbero stati inevitabili confronti col passato, ma anche che ogni partita fa storia a sé.

Fu bello coinvolgere in quel progetto altre persone e, con quelle persone, vedere crescere una vera squadra, di prova in prova, tanto che alla fine, a prescindere dall’esito dello spettacolo, dispiaceva a tutti che quella prima avventura fosse finita.

Quella prima esperienza fu una vera e propria cavalcata. Scrivendo, insieme ad altri, quello spettacolo, cercammo di portare quello che ognuno di noi aveva dentro. Così rappresentammo prosa, poesia, canto e balli con una particolarità: non c’erano primi attori e comparse, ma tutti erano protagonisti.

Provai ogni sorta di emozione e, forse per la prima volta, mi accorsi di quanto fosse bello cercare di mettere gli altri nella condizione di esprimersi al meglio, piuttosto che cercare di essere al centro di una scena. Un lavoro proprio dietro le quinte, con la scrittura, l’adattamento, l’organizzazione, la ricerca di persone di buona volontà per mettere in piedi e costruire, anche materialmente, tutto quello che c’era da fare.

Non mancarono certo le arrabbiature, perché, non essendo una compagnia teatrale, alle

martedì 24 agosto 2021

S come Sogni


La lettera S è l'iniziale di varie parole molto belle. Fra le altre, a mio parere, tre su tutte: 

Speranza, Silenzio, Sogni.   


E' difficile sceglierne una sola. 
La speranza si dice che sia l'ultima a morire. Sono portato a pensare che l'ultima a morire, spesso, sia l'illusione.             
Ho finito per scegliere una frase di Gibran, che raccoglie le altre due:
"La notte è silenziosa e nel suo silenzio si nascondono i sogni."
La trovai in uno di quei famosi cioccolatini e mi dette uno spunto per la storia narrata nel romanzo Nel mezzo della notte .
Nel silenzio spesso riusciamo a capire qualcosa in più di noi stessi, i sogni sono quelli che ci permettono di andare avanti.                                             




 

venerdì 20 agosto 2021

R come Ridere

Una risata è terapeutica.

Ci sono giornate in cui sembra che tutto vada storto, quelle in cui si dice che ci si alza con il piede sbagliato.

Ma basta poco, una battuta con un collega, una situazione comica inaspettata, una parola fraintesa che dà il via a equivoci a catena, ecc., e tutto cambia.

Si comincia a ridere a crepapelle, e più si cerca di trattenersi, perché ci si trova in un luogo dove non si può lasciarsi andare totalmente, più viene da ridere.

A volte viene da ridere soltanto vedendo ridere qualcun altro, così, senza un vero motivo.

Gli occhi cominciano a lacrimare, la faccia si deforma, gli addominali cominciano a lavorare, il suono strano della risata esce dal nostro corpo, per terminare con un “ohi, ohi, ohi!” che non è dolore, ma soddisfazione piena.

Che faticaccia, che sudata!

E se tenti di raccontare quello che è successo? È inutile, non fa ridere nessuno!

Perché quel momento è unico e irripetibile.

Ma quant’è bello ridere!

 

 

 

sabato 7 agosto 2021

Q come Quattro passi

Beh, perdonatemi, ma non poteva che essere così!

Da lì è partita un'avventura incredibile, che mi ha fatto domandare Ma davvero?, che mi ha sorpreso ma che mi ha fatto scoprire qualcosa di inaspettato e di bello che era dentro di me. 

Bastava portarlo alla luce del sole, ma non era né facile né scontato.


Quel libro, regalato a mia figlia per il suo undicesimo compleanno, è stato la chiave per aprirmi. Quello che è avvenuto dopo, nel corso degli anni, lo devo a quei Quattro passi iniziali.


 

martedì 3 agosto 2021

P come Preghiera

La preghiera

(Tratto da il Profeta, Kahlil Gibran)

Allora una sacerdotessa disse: Parlaci della preghiera.
Ed egli rispose, dicendo:

Voi pregate nelle angustie e nel bisogno; ma io vorrei che voi pregaste anche nella gioia piena e nei giorni dell'abbondanza.
Poiché che altro è la preghiera se non l'espansione di voi stessi nell'etere vivente?
Ed è a voi di conforto versare nello spazio la vostra oscurità, ed è anche per voi di diletto versare nell'esterno la gioia mattinale del vostro cuore.
E se non potete fare a meno di piangere quando l'anima vi spinge alla preghiera, essa dovrebbe spingervi, comunque, fino al punto che attraverso le lacrime spunti il sorriso.
Quando pregate voi vi innalzate a incontrare nell'aria tutti coloro che in quel medesimo istante sono in preghiera, che mai, se non nella preghiera, potreste incontrare.
Perciò non sia questa vostra visita a quell'invisibile tempio che estasi e dolce comunione.
Poiché se intendeste entrare nel tempio non per altro che per chiedere, non ricevereste nulla.
E se entrate per umiliarvi, non sareste innalzati.
E se anche voleste entrare per intercedere per il bene di qualcun'altra non sarete esauditi.
Basta già che voi entriate nell'invisibile tempio.
Io non posso insegnarvi parole di preghiere.
Dio non ascolta le vostre parole, a meno che non le pronunci attraverso le vostre labbra.
Ed io non posso insegnarvi la preghiera dei mari, delle foreste, delle montagne.
Ma voi, nati dai monti, dalle foreste e dal mare potete ritrovare nei vostri cuori la loro preghiera.
E se solo state in ascolto nella quiete delle notti udrete mormorare:
"Dio nostro, che sei la nostra ala, è la tua volontà che vuole in noi,
è il tuo desiderio che desidera in noi,
è il tuo impulso in noi che può trasformare le nostre notti, che sono anche le tue notti, in giorni che siano anche i tuoi giorni.
Nulla possiamo noi chiederti, poiché tu conosci le nostre necessità prima ancora che nascano in noi:
Sei tu la nostra necessità; e nel darci più di te stesso, tu ci dai tutto".


domenica 25 luglio 2021

O come Oppure

In questi giorni sarebbe istintivo parlare di Olimpiadi, la manifestazione sportiva per eccellenza, con atleti provenienti  da tutto il mondo i quali, in nome dello spirito di partecipazione, andranno a caccia di quelle medaglie che li proietteranno nella storia dello sport.

Anche chi solitamente non segue lo sport, si lascia catturare dalle Olimpiadi e da quelle discipline sportive di cui non sa niente ma che, forse solo per curiosità o per capirci qualcosa, comincerà a seguire con spirito olimpico.

No, non parlerò di questo, ma di una parola che appartiene al nostro vocabolario, un po' anonima, quasi invisibile: Oppure.

Mi piace perché sa offrire un'alternativa.

giovedì 22 luglio 2021

N come Neve

Può sembrare paradossale parlare di neve con il caldo che dobbiamo sopportare in questo periodo, ma proprio per questo motivo, pensando a qualcosa di fresco per alleviare queste giornate torride, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la neve.
Comunque non ne parlerò, metterò solamente un brano che scrissi un po' di tempo fa ed una canzone.

(Da Nel mezzo della notte, 2005).


Cominciarono a guardarsi intorno: tutti i luoghi circostanti erano bianchi, innevati come mai prima di allora era accaduto.

Il panorama che si presentava ai loro occhi era di una bellezza incomparabile. Non avevano mai visto la neve e quella vista li lasciò senza fiato.

Tutta la valle era imbiancata; le strade erano praticamente invisibili ricoperte dall’abbondante strato di neve. I tetti delle case erano riconoscibili solo perché si vedeva uscire il fumo dai comignoli, altrimenti si sarebbero confusi con il resto del paesaggio. Più lontano un vecchio treno viaggiava lasciando nell’aria una striscia di fumo ed il rumore del suo tipico fischio. Gli alberi si erano totalmente nascosti sotto quella immensa distesa bianca, interrotta solamente dal lento scorrere di un fiume.

 

martedì 20 luglio 2021

M come Momento

Hai mai avuto il tuo momento? Quella frazione di tempo che sembra essere arrivata proprio per te. Il tuo momento di gloria, quello dopo il quale non ce ne sarà un altro altrettanto bello, intenso, emozionante, gratificante, insomma, un momento unico! 

Ho provato a pensare alla mia reazione ad una simile domanda.

E mi sono detto: «Se ci penso vuol dire che sono convinto di non averne avuti o di averne avuti vari, ma nessuno di quelli è stato veramente il “mio”. Se ne avessi avuto uno, veramente “mio”, non avrei bisogno di andare a cercarlo nella memoria, saprei benissimo quale sarebbe stato.» 

Allora avanti con la domanda. Me la faccio da solo.

«Ben, hai mai avuto il tuo momento?»

Risposta:

«Sì, si chiama vita e dura tuttora.»

Mi piace la frase citata qui sotto. Un augurio per tutti noi.

domenica 18 luglio 2021

L come Lacrime

Una delle immagini più belle dei Campionati Europei di calcio è l’abbraccio tra Mancini e Vialli dopo la fine della vittoriosa finale.

Si abbracciano e piangono. Abbraccio e lacrime.

Tanti sono gli stati d’animo che fanno fuoriuscire le lacrime: dolore, sofferenza, rabbia ed ogni altra sorta di emozione, ma io vorrei soffermarmi sulle lacrime di gioia.

Spesso mi sono chiesto: ma non potremmo ridere quando si sprizza gioia da tutti i pori? E invece, il più delle volte, si piange e le lacrime diventano irrefrenabili.

Lacrime che assumono tanti significati.

Nella mia vita ho piante rare volte, per lo più per momenti dolorosi, ma ho anche assaporato il gusto delle lacrime di gioia.

Altre volte l’ho fatto di nascosto, perché mi vergognavo un po’, per motivi molto più leggeri ma che assumevano un significato importante in quel determinato contesto.

Mi commuovo spesso davanti all’emozione e alle lacrime di uno sportivo o di una squadra che mi stanno a cuore. Capisco anche le lacrime di chi non ce l’ha fatta.

E queste ultime le capisco bene, perché nelle mie brevi esperienze sportive, ho vissuto vari secondi posti.

L’abbraccio e le lacrime di Mancini e Vialli, viste in Tv la sera della finale, hanno risvegliato in me tante emozioni, facendomele ricordare e, in parte, rivivere.

L’abbraccio per me ha tanti significati importanti (quanto mi mancano gli abbracci!), e quelle lacrime mi hanno fatto immedesimare in loro.

L’abbraccio di un amico, il risultato di un lavoro svolto guidando altre persone, non senza aver trovato ostacoli lungo il cammino.

Sì, comprendo bene il valore di quelle lacrime.