venerdì 5 aprile 2024

Un nuovo racconto. Anzi, no.

Ho inserito un racconto che nuovo non è. Lo scrissi anni fa, un resoconto di una giornata del tutto particolare, sotto tutti gli aspetti.

È la storia tragicomica di uno scrittore in erba che un giorno, per una buona causa, si ritrovò a proporre i suoi libri in un teatro.

E ne capitarono di tutti i colori!


Clicca sulla copertina e leggi


mercoledì 3 aprile 2024

Non ho resistito

 Non ho resistito. 

La battuta mi è venuta spontanea appena ho scoperto che 

Incontro al mattino è presente su alcuni store stranieri.

L'importanza di rimanere con i piedi per terra.

sabato 30 marzo 2024

Pasqua 2024

 La borsetta 

 

Ho sempre rovinato tutto nella mia vita.

Avevo un lavoro, ma ho combinato dei casini e l’ho perso.

Quando tornai a casa, mio padre era seduto al tavolo di cucina. Mi guardò male e mi disse: «Vai in camera tua e rifletti.»

Era un uomo tutto d’un pezzo, non avrebbe sopportato la vergogna.

Mi raggiunse in camera. Entrò senza bussare. Io non avevo ancora capito che cosa significava il gesto che avevo fatto, ma lui lo sapeva.

Mi aspettavo una scenata, delle urla e invece mi disse di non rifarlo più.

A quelle parole, mia sorella, che nel frattempo era giunta alle sue spalle e stava ferma sulla porta, rimase incredula ed impietrita, scosse la testa per manifestare il suo dissenso e fuggì via sbattendo il portone di casa.

Mio padre non fece in tempo a dirle niente. Accusò il colpo e se ne tornò in cucina.

Se ci fosse stata mia madre, avrebbero discusso di questa situazione. Ma lei era morta alcuni anni prima.

Mia sorella rincasò tardi quella sera. Disse a mio padre che non poteva accettare quel suo comportamento. Il giorno successivo sarebbe andata a vivere col suo fidanzato.

Io ascoltai la loro conversazione perché avevo lasciato la porta di camera aperta, ma questo non potevo permetterlo. Uscii e di corsa raggiunsi la stanza dove loro stavano parlando. Mi sorprese questo fatto: stavano parlando. Io lo avrei fatto con molta veemenza, urlando ed arrabbiandomi, forse sbattendo i pugni sul tavolo.

Il mio impeto si attenuò trovandoli entrambi seduti a conversare come se stessero al bar a bere un aperitivo.

Mia sorella era rossa in faccia e faceva di tutto per trattenere la sua rabbia. Non trovava giusto che io non avessi ricevuto nemmeno un rimprovero da parte di mio padre. Io la capivo, avrei avuto la sua stessa reazione.

Mio padre non perse la calma e cercò di spiegarle il motivo di quel suo comportamento.

Fui io a rompere gli indugi.

«Non andrai via tu, Teresa» dissi rivolgendomi a mia sorella. «Sarò io ad andarmene.»

Fu così che a ventinove anni mi ritrovai sulla strada, senza un soldo e senza un lavoro.

Mio padre tentò invano di farmi cambiare idea. Mia sorella disse che sarebbe andata via ugualmente, ma poi non lo fece.

Nei giorni successivi cercai di immaginare lo stato d’animo di mio padre. Forse sarebbe morto di crepacuore.

Io ero diverso, per morire di crepacuore bisogna averlo un cuore, ed io non ne ho mai avuto uno.

Ormai avevo l’aspetto dei clochard, ma senza la loro dignità.

Mi aggiravo vagando come un morto vivente fra le strade della città in cerca di un po’ di cibo da estrarre dai cestini dei rifiuti.

Mi vergognavo di me stesso e se mio padre mi avesse visto in quelle condizioni... Per non parlare di mia sorella. Lei avrebbe fatto finta di non conoscermi.

D’un tratto notai una bella signora all’interno di un bar. Non entrai, non potevo farlo in quello stato. Mi avrebbero buttato fuori a calci.

Decisi di andarmene e di ritornare il giorno successivo, dopo essermi dato una lavata ed una ripulita.

Lo feci per vari giorni e durante quei giorni passai sempre davanti a quel bar, senza trovare il coraggio di entrare.

Lei, ogni giorno, alla stessa ora, era lì dentro.

Per me le cose non erano cambiate, ero soltanto un po’ più presentabile, ma lo stomaco era ancora vuoto. Forse lì avrei potuto procurami qualcosa, ma non avevo soldi. A stento stavo in piedi e il dolore della fame era più forte dei giorni precedenti.

Decisi di entrare in quel bar.

La porta si chiuse dietro di me. C’era un allegro brusio, la gente parlava e rideva, ed ogni tanto sorseggiava qualcosa da lunghi bicchieri. Qualcuno cercava di infilzare un’oliva con uno stecchino per portarla alla bocca, ma non sempre ci riusciva.

domenica 17 marzo 2024

L'epoca delle barricate

Un ricordo apparso sul mio profilo di un social, mi ha fatto tornare alla mente un periodo, non troppo lontano, in cui eravamo tutti spaventati da un virus che minava la nostra vita.

Eravamo rinchiusi in casa ed ogni mezzo sembrava buono per rimanere in contatto con gli altri, sentirci vicini e, se possibile, infondere fiducia e coraggio. 

La gente cantava dai balconi e chi sapeva suonare lo faceva dalle terrazze dei palazzi.

E quelle esecuzioni, non ho mai pensato che fossero esibizioni, aiutavano a non pensare al peggio per qualche minuto. Lo facessimo oggi ci porterebbero via con la camicia di forza.  

Quella paura ci univa e tutti riscoprimmo un po' della nostra umanità.

Poi la paura svanì.

Mi domando: cosa ci è rimasto di quel periodo? 

E, soprattutto, cosa ci è rimasto di quello che abbiamo appreso da quel periodo?

giovedì 8 febbraio 2024

INCONTRO AL MATTINO negli store

Con piacere vi comunico che il romanzo Incontro al mattino dal mese di gennaio sta raggiungendo vari store, dove è acquistabile in formato ebook. 

L'elenco provvisorio è indicato nella colonna di destra del blog o nell'apposita pagina il cui pulsante è situato sotto l'immagine di copertina del blog.

giovedì 1 febbraio 2024

Grazie

 Il mio 

Grazie

 a tutti coloro che hanno avuto fiducia 

in

 Fuori il Buio

sabato 20 gennaio 2024

Le origini

Come accennato nel post precedente, Fuori il buio nasce da un’idea di molti anni fa.

Durante le presentazioni dei primi romanzi, Quattro passi veniva spesso citato, ma non si poteva vedere né toccare. Questo destava curiosità. 

Quel libro, stampato in poche copie per essere consegnato ad alcune persone che erano stato rammentate in quelle pagine, rimaneva una sorta di mistero.

Trattandosi di un’autobiografia scritta per mia figlia, per farle conoscere il ragazzo che in seguito diventò suo padre, cominciai a pensare di trarne un romanzo, prendendo spunto dagli eventi menzionati.

Lo avviai, ma poi altre idee vennero in mente e lo lasciai da parte. Fu così che scrissi gli altri romanzi, prima di una lunga pausa durante la quale mi sono dedicato ad altro.

Ho ripreso a scriverlo nel 2023 e, essendo trascorsi molti anni, quello che avevo in mente allora non è quello che ho scritto adesso, perché nel frattempo io sono cambiato.

Fuori il buio è il rovescio della medaglia di Quattro passi.

Quattro passi era il sogno, Fuori il buio è la presa di coscienza. 

sabato 13 gennaio 2024

Fuori il buio ha iniziato la sua avventura!

Ci siamo, è arrivato il momento di Fuori il buio.

Da oggi l’e-book sarà disponibile fino al 31 gennaio a semplice richiesta, gratuitamente, qui su Il Rifugio.

È disponibile in tre formati:

.epub: può essere letto dalla maggior parte dei lettori

.mobi: per i lettori Kindle

PDF: credo che sia conosciuto da tutti.

Oltre che sugli appositi lettori, è possibile leggerlo anche su smartphone, tablet e pc.

Richiederlo è molto semplice:

Usa il modulo di contatto nella colonna di destra del blog, specificando il formato che preferisci. In assenza di questa indicazione ti invierò tutti i formati, poi sarai tu a scegliere quello che fa al caso tuo.



È un romanzo che nasce da un’idea di molti anni fa, che avevo iniziato, ma al quale non avevo dato seguito.

Lo scorso anno decisi di riprenderlo in mano, integrandolo con altri scritti più recenti, anch’essi tenuti nel cassetto.

Una nuova esperienza che spero di condividere con te, per continuare quel percorso, impensabile e straordinario, iniziato nel 2004.

Venti anni di scrittura. Chi lo avrebbe mai detto?

A questo punto non mi resta che augurarti Buona Lettura!

sabato 6 gennaio 2024

Fuori il buio - Dal 13 gennaio

Fuori il buio
Romanzo fantasiosamente tratto da una storia vera
E-book

Care amiche e cari amici de Il Rifugio.

Dal punto di vista della scrittura, questo nuovo anno è iniziato (metaforicamente) col botto.

Come leggete nel titolo di questo post, tra pochi giorni Fuori il buio sarà disponibile.

E, in attesa del nuovo, Incontro al mattino del 2020 (vi ricordate?) ha trovato la prima  collocazione. Giorno dopo giorno ne troverà altre.  

A distanza di tre anni poco più torna disponibile, non qui, ma negli store del web. 

Un bel regalo della Befana!

A presto.

lunedì 1 gennaio 2024

Benvenuto 2024!

 Care amiche e cari amici de Il Rifugio.

Siamo entrati nel nuovo anno da qualche ora.

In questo 2024 avremo un giorno in più a disposizione, pertanto possiamo esprimere un desiderio o alimentare una speranza in più. Chissà, magari sarà proprio la volta buona per smentire quel vecchio adagio popolare intriso di pessimismo.

Intanto avanti con i buoni propositi.

Per non andare fuori tema con Il Rifugio e per mantenere quel tanto di leggerezza, inizio con quelli legati alla scrittura.

Alcuni racconti, scritti qualche anno fa, hanno trovato una collocazione in più. Da alcuni giorni sono anche qui: Adagio nella nebbia e L'angolo d'infanzia.

Inoltre sto cercando di dare una collocazione anche al romanzo precedente, Incontro al Mattino, al quale sono particolarmente affezionato, per farlo uscire da Il Rifugio e far vedere un po’ di mondo anche a lui. A differenza di quelli precedenti, che si adagiarono sulla carta, resterà in formato ebook. Vedremo se ci sarà un seguito.

Fra pochi giorni, ma veramente pochi, potrete cominciare a chiedere, gratuitamente, l’ultimo romanzo, Fuori il buio


Ve ne darò notizia appena avrà finito… di farsi il trucco. Non vedo l’ora.

Senza perdere di vista ciò che è veramente importante, che il 2024 possa essere un anno fantastico!

I miei auguri e il mio abbraccio.

sabato 23 dicembre 2023

La parentesi

Le notizie che arrivano sono sempre le stesse.

Droni, razzi, nuove guerre che si aggiungono alle vecchie, ostaggi, torture, esplosioni, bombe, persone uccise da persone che dovrebbero amarle, crisi economiche, calamità climatiche, inquinamento, malattie, crisi personali, sofferenze di ogni tipo e possiamo continuare, con o senza l’ausilio di giornali e tv.

Come facciamo a resistere ancora a tutto questo?

Ma il mondo va, non si ferma. Poi arriva Natale. 

Aperta parentesi.

La gente, già durante l’attesa, comincia a cambiare. Si avverte un’aria diversa, un’atmosfera diversa.

Anche le persone sembrano diverse: più buone, più disponibili, più altruiste, bendisposte verso il prossimo.

In tanti dicono che questo periodo è magico, ma di magico non c’è niente. Le persone si incontrano, si ritrovano, si abbracciano, si salutano, sorridono. Già, sorridono.

E stanno bene, anche con quelli con in quali solitamente i rapporti scricchiolano un po’.

Il mondo va, non si ferma, ma le persone cambiano per un po’.

È come se raccogliessero un invito che viene rivolto dall’alto, per fare ricordare che noi siamo stati creati per questo, per vivere in pace, per vivere bene. Qui, insieme.

Chi ci ha creato ha riposto in noi una grande fiducia, che noi abbiamo largamente tradito.

Tuttavia mi sembra di sentire le parole:

«Giovini, avete capito quali erano le mie intenzioni? Potreste essere sempre così. Non è poi così difficile. Guardatevi. Non è più bello così? Anche a voi piace di più. Sono molto belle le luci che ogni anno tirate fuori per fare festa, ma ricordatevi che ognuno di voi ne ha una dentro di cui può disporre in ogni momento. Avete riscoperto il gusto di salutarvi, la bellezza di un abbraccio, il calore di una ritrovata stretta di mano. Guardate come siete sorridenti. Non sarebbe bello far durate di più quel sorriso? Approfittiamone, dai, facciamoci un selfie. Scatti tu questa foto? Come dici? Non mi vedi? 

Sono al centro! 

Siete pronti? Tre, due uno: scatta! Vediamo: wow, è venuta proprio bene!»

Chiusa parentesi.

 

Droni, razzi, nuove guerre che si aggiungono alle vecchie, ostaggi, torture, esplosioni, bombe, persone uccise da persone che dovrebbero amarle, crisi economiche, calamità climatiche, inquinamento, malattie, crisi personali, sofferenze di ogni tipo e possiamo continuare, con o senza l’ausilio di giornali e tv.

Come facciamo a resistere ancora a tutto questo?

Ma il mondo va, non si ferma.

Eppure in tanti ogni anno, credenti e non, continuiamo ad aspettare il Natale con rinnovata speranza perché, in fondo al nostro cuore, vorremmo che Natale non finisse mai.

                                              

♪♫ Oh why can't every day be like Christmas

Why can't that feeling go on endlessly

For if every day could be just like Christmas

What a wonderful world this would be. ♫ ♪

domenica 15 ottobre 2023

Words in progress

Romanzo in corso


Spesso diciamo di conoscerci per il solo fatto di aver condotto vite convergenti per un periodo della nostra esistenza.

Amici e persone legate da sentimenti profondi, possono dire di conoscersi veramente?

E noi? Se ci guardassimo in uno specchio che riflette la nostra vera anima, cosa vedremmo? Un volto o una maschera?

Una storia dove il tempo gioca un ruolo importante: può capovolgere le nostre convinzioni, ma può riservare anche delle sorprese.

martedì 30 maggio 2023

Greco? A che cosa ti serve?

Questa è stata la domanda che mi ha rivolto mia suocera quando ho informato la famiglia che avrei partecipato ad un corso di approccio al Greco.

In realtà la domanda è stata leggermente diversa, questione di sfumature, perché mia suocera dall’alto dei suoi novantacinque anni, me l’ha rivolta in quel dialetto amatriciano che ancora alberga dentro di lei: «A Robbe’, ma a che te serve?».

Forse lei, con quella domanda, intendeva tutelarmi, pensando che andavo ad aggiungere qualcos'altro alle tante cose che già devono essere condotte al termine della giornata.

I più avrebbero risposto: «A niente», guardando all’aspetto pratico.

Io invece risposi: «Per mio arricchimento».

Non si può misurare tutto sulla base di un tornaconto: faccio questo perché mi serve a quest’altro.

I doveri nella vita sono già molti, per cui lasciamo un po’ di spazio anche ad altro, ad una curiosità che invita a conoscere qualcosa di nuovo, ad una passione che stimola ad alimentare un sogno, ad una coppia di neuroni che desidera continuare a danzare in una balera che sembra sempre più stretta, a tutto quello che aiuta a rendere la quotidianità più bella, più leggera, più godibile, più vivibile.

La felicità, forse, è una meta irraggiungibile, ma perché non tentare di avvicinarla?

In questo contesto tutte le cose, anche le più piccole e apparentemente insignificanti, assumono un senso ed il loro valore diventa inestimabile.

Anche un corso di Greco, perché la curiosità che mi ha spinto a farlo mi ha fatto capire che ho ancora lo spirito di mettermi in gioco e provare qualcosa di nuovo, di esplorare qualcosa di sconosciuto fino a quel momento, lo spirito di andare avanti, ma senza perdere di vista la realtà, rimanendo con i piedi per terra, considerando ciò che è fattibile senza sacrificare oltre il lecito la famiglia, la più grande grazia che abbia ricevuto, che da sempre mi sopporta, mi supporta e mi sostiene.

Oggi, a corso terminato, alla domanda «A Robbe’, ma a che te serve?», rispondo così:

«A vivere». 

domenica 7 maggio 2023

Mamma, oggi sei diventata maggiorenne

 

Dedicato a te, mamma


Lo volli in fretta terminare.

Poco tempo ti restava,

tu non potevi più aspettare,

ma a te, prima fra tutti,

lo volevo raccontare.

 

Ti mettesti giù,

distesa sul tuo fianco

come quando ti volevi addormentare,

e ad occhi chiusi

ti accingesti ad ascoltare.

 

Per un’ora, forse più,

io rimasi lì a parlare:

sembravi una bambina

cui si racconta una novella

per render la notte un po’ più bella.

 

Per una volta io ero tuo padre,

e tu mia figlia.

 

Quando infine terminai,

sorridesti,

e io a te mi avvicinai.

Ignorando il tuo dolore

 mi facesti un complimento

che ora porto nel mio cuore,

stella dentro il firmamento.

 

Adesso te ne sei andata,

dal tuo male liberata,

da quella infima prigione

ultima tua tribolazione.

 

E con il ricordo

di quell’ultimo sorriso

io ora prego:

 vola mamma, vai!

Ti accolga il Paradiso.

 

Quel 7 maggio la tua mano si spense nella mia.

Sono passati diciotto anni da quel giorno. E se anche nel mondo in cui sei la maggiore età si raggiunge al compimento del diciottesimo anno, allora oggi sei diventata maggiorenne. Forse stai già prendendo la patente o forse sei prossima al diploma, traguardi che nel nostro mondo la vita ti ha negato.

Chissà quale festa starai preparando, e chissà quanti amici avrai. Forse qualcuno che ho conosciuto anch’io è lì con te. Provo a immaginare un dialogo.

Tu che dici: «Mio figlio, nell’altro mondo, si chiama Roberto.»

E l’altro, o l’altra, che ti risponde: «Ma quel Roberto lì? È tuo figlio? Ma sai che lo conosco.»

È bello pensarti a discorrere piacevolmente insieme ad altre persone a cui ho voluto bene, e tu che apprendi che tipo di persona sono diventato, che tua nipote è una donna, che il babbo cammina con il bastone, che i miei capelli sono pochi e bianchi.

Ma tu sai già tutto perché i tuoi occhi… sentono.

Oggi porto gli occhiali, mamma, per vederci meglio, ma con te non mi servono: tu sei sempre bella.

venerdì 7 aprile 2023

Prendiamo spunto dalla Pasqua

Questa strana primavera sembra prendersi gioco di noi: si annuncia, facendo annusare i suoi profumi, e subito si ritrae, facendo alcuni passi indietro verso l’inverno.

In questa stagione che si fa desiderare si avverte forte la voglia di festa.

Il mondo, negli ultimi anni, ci ha fatto capire che tutto può cambiare nel volgere di poco tempo, generando paure e incertezze che spingono a stringere i tempi, a fare quello che, in altri periodi, probabilmente avremmo fatto ugualmente ma con più calma.

Mai come adesso si avverte il senso dell’urgenza, che induce a consumare immediatamente quel bene, poco o tanto che sia, che la vita ci offre, a cercare il benessere nel presente, come se un futuro non ci appartenesse.

Ma è una vera urgenza?

A differenza delle apparenze che invadono i social, dove tutto sembra un pot-pourri di foto che ritraggono una patinata felicità, la realtà spesso è diversa.

Non esistono persone prive di problemi o pensieri, piccoli o grandi, di quelli che svegliano di notte e lasciano lì, ad occhi aperti, a fissare il soffitto.

In questo clima, strano sotto i vari aspetti, la Pasqua si avvicina.

È un giorno di festa importante, quello che dà il senso alla fede cristiana. In ogni caso è un giorno segnato di rosso sul calendario.

Ma non per tutti è Pasqua e non per tutti è festa: per chi non crede, per chi litiga sempre con la vita per motivi che rendono impossibile o difficile la quotidianità, per chi non trova pace con se stesso.

E allora che senso dare a questo giorno affinché non sia come gli altri e ci sia motivo di festeggiare, perché non sia soltanto un momento in cui si mangiano colombe e uova di cioccolato?

Proviamo a renderlo speciale, proviamo a renderlo quel che significa, cioè un passaggio, che sia lo spunto per andare oltre a quello che vediamo e a quello che sentiamo, oltre a quello che ci rattrista o che ci procura dolore, oltre alla sofferenza, oltre a tutto ciò che alberga dentro di noi e non ci rende sereni.

Proviamo a pensare che possa rappresentare proprio una rinascita, una nuova vita, che sia come le uova che dentro hanno qualcosa di bello che possa sorprenderci, che sia come quelle colombe che portano pace e amore.

Amore, la parola chiave di tutto.

Proviamo a credere che i nostri sogni possano realizzarsi, proviamo a credere che tutto ciò che ci offende nel corpo e nell’anima possa tramutarsi in qualcosa che ci sostenga nel corpo e ci accarezzi l’anima.

Non è facile, come non è facile credere nella risurrezione.

Eppure qualcuno ce l’ha fatta, insegnandoci che nonostante le sofferenze qualcosa di meglio è possibile.

Allora proviamoci, proviamo a credere nella speranza, e che sia una vera Pasqua!