mercoledì 3 maggio 2017

Quando la pausa non c'è

Un titolo così sembrerebbe un controsenso, soprattutto dopo così tanto tempo che non scrivo niente di nuovo, invece non lo è. 
Il Rifugio in pausa da molto tempo perché nella realtà non c'è pausa.
Non una corsa per raggiungere qualcosa di particolare, ma una continua rincorsa nel tentativo di tenere testa a molte cose, delle quali uno vorrebbe anche fare a meno.
Ma non ci si può sottrarre e allora bisogna trovare il modo, l'energia, lo spirito per affrontarle tutte.
Sembra facile a dirsi.
Parlando di questo, una persona mi ha detto: "Affidati!"
Seguiva un riferimento ben preciso.

Ma noi ci affidiamo quando sentiamo di non avere la forza necessaria per affrontare tutto?
E a chi?


martedì 28 marzo 2017

domenica 12 marzo 2017

L'unica via

In alcuni momenti è bene non perdere di vista ciò che conta veramente.



Non si arriva ad una meta
se non per ripartire
e là dove siamo ora
non è che una tappa del nostro cammino
con la certezza che ogni sera
è la promessa di un'aurora
conta i fiori del tuo giardino
mai le foglie che cadono
conta le ore della tua giornata
dimentica le nuvole
conta le stelle delle tue notti
non le tue ombre
conta i sorrisi della tua vita
non le lacrime
e ad ogni compleanno
conta con gioia la tua età
dal numero degli amici
non da quello degli anni
che piccola cosa è una vita
la mia, la tua, come tutte
è una goccia
e che si perda in un mare d'amore
è l'unica via
altrimenti è una goccia sprecata
troppo piccola per essere felice da sola
troppo grande per accontentarsi del "nulla".

sabato 18 febbraio 2017

Mi sarebbe davvero piaciuto...

... scrivere un testo così.

Potessi avere io le ali e scavalcare il cielo
Volare oltre l’universo
E arrivare dove niente è più lo stesso
Vorrei farti vedere il viso mio com’è cambiato
Qualche ruga mi ha graffiato
Come vedi gli anni passano
Ma non ho chiuso il cuore
Io posso ancora amare
Ho mille sogni ancora da inseguire
Ed il più bello so a chi regalare
Il tempo perso da restituire
A chi mi deve un giorno perdonare
Vorrei
Gli occhi tuoi nei miei
Per guardare insieme
Tutto quello che tu forse non hai visto
Sai quante volte io
Ti ho invocato aiuto
Ed ho implorato pure Dio
Che ho sentito sempre mio
Quante volte ti ho cercato
E ti ho parlato
Ed ho sperato
Mentre guardavo con gli occhi in su
Che la prima stella accesa
Quella fossi tu
Adesso un fiore nasce pure senza sole
Un figlio può arrivare
Anche senza far l’amore
Chi è pronto per morire
Non ha la croce al muro
Che c’è una porta aperta sopra il mare
Per chi da guerre cerca di fuggire
Dal vecchio male ci si può salvare
E avrei potuto anche vederti invecchiare
Sento la voce tua
Ma è nella mente mia
Quello che posso solamente fare
È accarezzare una fotografia
Quante volte ti ho cercato
E ti ho parlato
Ed ho sperato
Mentre guardavo con gli occhi in su
Che la prima stella accesa
Quella fossi tu

Questo è il testo di una canzone che ha partecipato all'ultima edizione 
del Festival di Sanremo.
Non ha riscosso molta fortuna, 
ma è stato l'unico che ha suscitato in me delle emozioni.

lunedì 6 febbraio 2017

Il timore di rileggere

Guardo il comodino.
Al significato tradizionale - Piccolo cassettone, munito di sportello e di cassetto, che si colloca accanto alla testiera del letto - dovrebbero aggiungerne un altro: luogo dove vengono parcheggiati i libri in attesa di essere letti.
Questo per me è il significato, quello vero.
Attualmente in parcheggio ce ne sono quattro: uno avviato da molto tempo, un altro avviato recentemente per la curiosità di capire che cosa contiene, ma parcheggiato nuovamente in attesa di finire quello iniziato in precedenza. In terza posizione c'è quello di un amico. Infine, proprio stasera, ho aggiunto il quarto, un libro sulla spiritualità di un santo perché mi piacerebbe rinvigorire un po' la mia.
Ho avuto la tentazione di togliere un altro libro dalla libreria per metterlo in lista di attesa. E' un libro che lessi qualche anno fa e che mi emozionò tantissimo. Mi piacque così tanto che ottene un voto altissimo nelle Pagelle di Ben. Ma ho resistito alla tentazione, perché ho avuto paura.
Sì, paura. 
Paura di non provare più le emozioni provate durante la prima lettura.



lunedì 30 gennaio 2017

domenica 29 gennaio 2017

Amore di padre

Come parlare di amore paterno a degli adolescenti? Uhm...
Perché non farlo attraverso una canzone?

Come l'acqua dentro il mare (Modà)



Meglio cominciare da quello che mi viene
Più semplice da poterti raccontare
La vita ci consegna le chiavi di una porta
E prati verdi sopra i quali camminare
Puoi correre o fermarti
Puoi scegliere tra i frutti
Quali cogliere o lasciare maturare
Vietato abbandonare il sogno di volare
Ma per quello c’è bisogno dell’amore
Io posso solo dirti
Non temere di sbagliare
Perché aiuta le persone ad imparare
E sappi che tra il bene e il male
Alla fine vince il bene

Amore fai tesoro di ogni tuo respiro
E difendi la bellezza del perdono
Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso
Per piacere e per farsi ricordare
Ricorda che l’amore a volte può far male
Ma del mio tu non ti devi preoccupare
Perché non può finire
Come l’acqua dentro il mare

Amore ascolta bene, non smetter di sognare
Perché i sogni sono le ali per volare
Se vuoi porta qualcuno in viaggio
Ma a nessuno dai modo di potertele spezzare
Accetta le sconfitte, l’invidia e l’impotenza
Di chi osserva e perde il tempo a giudicare
E abbi sempre la coscienza, la pazienza, la prudenza
E ricordati che è sempre meglio dare
Ma non dimenticare, anche se l’ho già detto
Se avrai un dubbio, che tra il bene e il male
Vince sempre il bene
Te lo posso giurare

Amore fai tesoro di ogni tuo respiro
E difendi la bellezza del perdono
Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso
Per piacere e per farsi ricordare
Ricorda che l’amore a volte può far male
Ma del mio tu non ti devi preoccupare
Perché non può finire come l’acqua dentro il mare

Amore fai tesoro di ogni tuo respiro
E difendi la bellezza del perdono
Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso
Per piacere e per farsi ricordare
Ricorda che l’amore a volte può far male
Ma del mio tu non ti devi preoccupare
Perché non può finire
Come l’acqua dentro il mare  


domenica 15 gennaio 2017

Il piccolo sognatore



Sto percorrendo una strada di quelle grandi e piene di traffico. 
Sono incolonnato in attesa di arrivare ad un semaforo che prima o poi diventerà verde. 
Non sto guidando e questo mi permette di guardarmi intorno.
In lontananza, fra le case che si trovano ai margini della strada, intravedo un bambino ed un adulto.
Le auto riprendono a muoversi, lentamente, e quelle due persone adesso sono più vicine. Il traffico si ferma nuovamente.
Lui, l’adulto, se ne sta lì impalato, con le mani in tasca e con un pesante cappellino in testa a guardare il figlio. Ritmicamente estrae la mano destra per stringere una sigaretta parcheggiata fra le sue labbra.
Il bambino, più in là, esulta: ha fatto goal!
Ha le guance arrossate, il ciuffo inviperito e corre, dando il cinque al cartello del divieto di sosta.
Ma nella sua mente sta correndo all’interno dello stadio più grande e più famoso del mondo, per quel dispetto che è riuscito a fare al portiere più forte del mondo, un agrifoglio. Mette la mano sul cuore per mostrare ai centotrentamila spettatori e ai milioni di telespettatori quanto sia attaccato a quella squadra e a quella maglia. Chissà quale numero porterà sulle spalle: forse il numero Dieci. 
No, un’esultanza così e dei numeri Nove, i centravanti di razza!
La palla torna al centro.
Il traffico riprende a scorrere.
La partita è finita. Le squadre rientrano negli spogliatoi.
Il piccolo sognatore si avvicina al padre, forse per raccontargli come sia riuscito a fare goal al più forte portiere del mondo.

Continua a sognare, piccolo sognatore.

E tu, padre, togli le mani delle tasche, fatti ammaliare da quel pallone, gioca insieme a lui e libera il fanciullo che è in te: i sogni sono per tutte le età.




venerdì 13 gennaio 2017

Un altro inizio

E si riparte!
Una candelina in più e un percorso che continua, 
anche se cerchiamo di rinchiuderlo in qualche casella di calendario.


Ma oggi è giorno di compleanni qui al Rifugio.

Auguri!

 

giovedì 5 gennaio 2017

In cammino nel 2017

Augurarsi e augurare che l'anno nuovo risulti migliore del precedente è consuetudine antica. 
E significativa. 
Ci dice come in tutta la storia dell'umanità non ci sia mai stato un anno così ben riuscito da chiedergli il bis.
 
 
(Pino Caruso, Ho dei pensieri che non condivido, 2009)

giovedì 29 dicembre 2016

Verso l'addio del 2016

Amiche e amici del Rifugio,
l'anno in corso sta per finire e, con tutta sincerità, vorrei dire: finalmente!
Salvo un paio di eccezioni, diciamo tre se vogliamo includere anche La chiusura del cerchio, è stato un anno difficile e faticoso, ancora più difficile e faticoso con l'approssimarsi del 2017.

Ancora alcuni giorni per poter provare a dire: Il 2016 è alle spalle, e speriamo che lo sia anche quello che di brutto ha portato con sé.
So bene che pur girando il calendario i giorni continuano a susseguirsi, uno dopo l'altro, ininterrottamente, come sempre.
Ma, in fondo, perché non poter sperare in un anno migliore?

E allora, amiche e amici del Rifugio...


Buon Anno!

lunedì 19 dicembre 2016

A Natale puoi

Caro Gesù Bambino,
fra pochi giorni è Natale, ma quest'anno non sento l'aria della festa.
Certo, non dipende da te, ma per festeggiare bisonga essere dell'umore giusto e quest'anno non lo sono. Anzi, per dirla tutta, non vedo l'ora che quest'anno finisca al più presto.
Un anno faticoso sotto molti aspetti, che ancora non accenna a mollare la presa.
Vedo persone che corrono qua è là, intente a trasformare in realtà dei piccoli sogni da regalare.
Questa frenesia in altri periodi mi avrebbe quasi infastidito, invece quest'anno provo quasi una punta di invidia per quell'entusiamo che io non ho.
Ma tu, in un'immagine che si riaffaccia nella mia mente, a braccia aperte e con un leggero sorriso sulle labbra, appoggiato su un mucchietto di paglia all'interno di una fredda grotta, circondato da un bue e da un asinello, sembri dire: "Guarda me, peggio di così come poteva iniziare?"
E anche attraverso quell'immagine che si riaffaccia nella mia mente riesci a comunicarmi qualcosa di bello e di positivo. Grazie.
Fra pochi giorni è Natale, è il tuo compleanno.
Auguri, caro Gesù Bambino.