mercoledì 16 ottobre 2013

Alla fine vince il bene




La vita ci consegna le chiavi di una porta 
E prati verdi sopra i quali camminare 
Puoi correre o fermarti 

Non temere di sbagliare 
Perché aiuta le persone ad imparare 
E sappi che tra il bene e il male 
Alla fine vince il bene 

Amore fai tesoro di ogni tuo respiro 
E difendi la bellezza del perdono 

Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso 
Per piacere e farsi ricordare 

Amore ascolta bene, non smetter di sognare 
Perché i sogni sono le ali per volare 

Ricorda che l’amore a volte può far male 
Ma del mio tu non ti devi preoccupare 
Perché non può finire 
Come l’acqua dentro il mare 


martedì 1 ottobre 2013

Non ci posso credere!

Entro su Facebook e mi cade l'occhio sul numero degli amici: 140.
Ma allora sono ricco!
E io che credevo di averne uno, massimo due, esageriamo: tre!




lunedì 30 settembre 2013

Giornata dei Catechisti - 29 settembre 2013


Per la seconda volta in pochi mesi sono andato a Roma. La volta scorsa insieme ad un gruppo di cresimandi, ieri con un gruppo di catechisti. Papa Francesco colpisce, con la semplicità delle sue parole e dei suoi gesti. E anche ieri, seppure in modo diverso dalle precedente, ha lasciato il segno. 

All'inizio ho avuto l'impressione che fosse stanco, un po' spento, forse non in perfetta salute, ma non si è risparmiato.
Riesce a parlare alle pieghe della coscienza. Non so come faccia.
O forse sì.

martedì 24 settembre 2013

La ripartenza!

Via! Ripartito.
Ieri sera è iniziata la nuova avventura. 
Questa volta è proprio il caso di chiamarla così, perché alcune cose non sono ancora definite. 
E questo, per chi mi conosce... 
Ma mia figlia dice che devo essere più elastico. 
E allora stiamo a vedere.
Cercherò di portare in scena questo:

Mi aiuti chi può!

mercoledì 11 settembre 2013

Come i trasformisti

La festa è finita. Evviva la festa!
Sono stati dodici giorni intensi sotto tanti punti di vista, ed è stato bello, nonostante la fatica e le molte ore di sonno che sono andate perdute. E’ stata una festa diversa dalle precedenti, senza nulla togliere a queste ultime, ed il clima che si è respirato è stato bello, come alcuni hanno fatto notare.
Per qualcuno si è trattato di un ritorno dopo tanto tempo, sottolineato da un “è come tornare a casa”, per tutti si è trattato di mettere a disposizione qualche ora, a volte molte ore, andando ad incrementare le tante attività quotidiane, pronti a cambiare abito per l’occasione, spesso in tutta fretta a causa del poco tempo a disposizione. Come i trasformisti. E così l’impiegato è diventato friggitore, il tecnico pasticciere o barista, lo studente pizzaiolo, il professionista cameriere o cassiere, e così via. Tutti uguali, vestiti di una maglietta verde o bianca. Tutti uguali, uniti da un intento comune. Tutti uguali, accomunati da una parola, della quale in tanti ancora non riconoscono il significato, l’importanza, il valore: volontari.
La macchina ha girato, con qualche difetto che qualcuno ha definito “peccati di gioventù”, la collaborazione fra le persone che hanno prestato la loro opera c’è stata, favorendo o rafforzando la reciproca conoscenza, con la consapevolezza che non si può essere amici di tutti..
Bello, tutto bello. Ma è proprio adesso che viene la parte più difficile.
Adesso bisogna essere bravi a non disperdere questo patrimonio e a non compiacere se stessi per il risultato ottenuto. E non mi riferisco al lato organizzativo, fortunatamente imperfetto, cosa questa che dà la possibilità e lo stimolo per migliorare in avvenire, ma al lato umano. Bisogna far sì che il clima e l’atmosfera che si sono venuti a creare non si dissolvano, bisogna lasciare le braccia aperte, pronti a chiuderle solo per un abbraccio caloroso, bisogna evitare di cedere alla tentazione di chiudersi in se stessi o nei soliti gruppetti, bisogna valorizzare i doni di cui ognuno è dotato, e lasciare che quella complicità e quello spirito di gruppo non siano soltanto un fuoco di paglia, una fiammata che termina dopo pochi attimi.
Se si riesce in questo, allora ci porteremo dentro il ricordo di una bella festa, e non di una festa come tante ce ne sono.
Adesso la musica è finita, le luci sono spente, e tutti hanno di nuovo cambiato abito, come i trasformisti, tornando ad indossare quello di tutti i giorni.
Non resta che guardare là dove non si può vedere con gli occhi, per capire se è successo qualcosa. Chissà, magari anche lì abbiamo indossato un nuovo abito. 
Come i trasformisti. 

martedì 20 agosto 2013

E adesso?

Dopo un po' di riposo in montagna, dove ho riassaporato il gusto di camminare, mi aspettano alcuni giorni di riposo... attivo, a casa, prima di riprendere il lavoro consueto.




Un bel programmino, non c'è che dire!
...

RISULTATO FINALE








sabato 27 luglio 2013

Ad esempio...

... oggi (e la chiusura per ferie va a farsi benedire) mi andrebbe di parlare del Papa e della sua visita in Brasile, per la GMG. E mi chiedo: ma tutti quei giovani, dai volti sorridenti e gioiosi (gioia: parola spesso abusata), sono lì per dire "io c'ero" o sono lì per confermare la  vita che conducono normalmente nella cristianità? 

giovedì 25 luglio 2013

Cambio direzione (?)

Cambiare direzione 
E farsi una ragione 
che quello che non sei 
Non diventerai 



Da quel lontano (sembra) 2008 sono passate, oltre al tempo, molte cose. 
E sono cambiate molte cose. Allora avevo la passione, quasi irrefrenabile, di scrivere.
Ero un lupo quasi solitario che trovava il modo per esprimersi attraverso la scrittura. 
Poi ho cominciato a fare altro e, attraverso periodi anche molto intensi dal punto di vista dell'impegno, sono arrivato ad oggi. Non ho perso il piacere per la scrittura, anche se l'ho indirizzata verso altre mete, ma non sono più quel lupo quasi solitario.
Amo fare cose insieme con la gente, come le recite e la musica, ma anche il volontariato.
I ragazzi poi mi hanno conquistato e probabilmente, nella prossima stagione, sperimenterò qualcosa di nuovo, un'altra prima volta.
Forse questo blog, visti i motivi per cui era nato, non ha più ragione di esistere. Forse è ora di cambiare direzione, come recita il testo della canzone di cui ho riportato, non a caso, pochi versi che mi hanno colpito dal primo ascolto. 
Forse dovrei cambiare il nome al blog e indirizzarlo verso quella direzione che mi ispira in questo momento. 
Potrei anche aprire un sondaggio, per farmi aiutare da voi lettori, ma, ahimè, non so chi sia rimasto ancora a leggere quel che scrivo, veramente poca cosa da molto tempo a questa parte. 
Ho tutta l'estate per decidere. A presto.

sabato 20 luglio 2013

Appunti di viaggio - Milanooooooooooo!



Toccata e fuga in quel di Milano.
E quando si è poco abituati a viaggiare, qualsiasi cosa può dare alla testa. 
Senti che roba!


giovedì 4 luglio 2013

Live

 La stagione estiva "Live" prosegue

Il Vecchio e il Bambino















            to be continued...

domenica 23 giugno 2013

Notte prima de...

Avevamo cercato di fare una cenetta in pizzeria per salutare bambini e genitori. Avevamo proposto una data ma, al momento di comunicarla, ci siamo resi conto che la maggior parte di loro non poteva esserci. A malincuore, Cinzia ed io, abbiamo rinunciato all’idea, e siamo saliti in aula con i ragazzi come ogni sabato.
All’uscita alcuni genitori ci hanno avvicinato, dicendoci che avevano organizzato un piccolo buffet a base di pizza per il sabato prima della Cresima, la vigilia. Non potevamo certo rifiutare, era l’ultima volta, forse, che avremmo potuto stare insieme a tutti loro, in particolare ai ragazzi, perché, come spesso accade, una volta ricevuto il sacramento in tanti si dirigono verso altri lidi.
E quel sabato è arrivato. All’ora concordata, Cinzia ed io siamo arrivati al bar indicato, puntuali tanto da sembrare in anticipo, poi sono arrivati anche gli altri, quasi tutti.
Poco a poco ci siamo sciolti e si sono formati dei gruppetti che conversavano piacevolmente, prima di trovare nuovi interlocutori per ricominciare e continuare. Fra una chiacchiera ed un’altra, un pezzo di pizza ed una bibita, una domanda sui programmi futuri e qualche considerazione sul passato.
Sapevamo che quel tempo sarebbe stato breve, anche volendo intrattenersi di più. Le confessioni per i genitori, padrini e madrine, cominciavano alle 21,00, quindi bisognava finire presto. All’imbrunire Cinzia ed io ci siamo incamminati verso casa, non prima di aver salutato e ringraziato tutti quanti per la bella serata e dato l’appuntamento per l’indomani pomeriggio. Per la strada ci siamo detti che eravamo stati bene, ed era quasi un peccato che tutto stesse per finire. Poi: “Andiamo a casa a posare questo pacco (era il regalo che i genitori di avevano fatto), poi andiamo a vedere cosa fa Sara”. Sara stava lavorando nella pizzeria della parrocchia, dietro la chiesa.
Quando siamo arrivati là abbiamo riconosciuto le macchine dei genitori dei nostri ragazzi. Siamo andati in pizzeria e ci siamo intrattenuti un po’. Poi tornando verso casa, abbiamo visto alcuni dei nostri ragazzi seduti sui gradini della chiesa. Siamo andati da loro.
“E voi, che cosa ci fate ancora qui?”
“Il babbo e la mamma sono ancora dentro a confessarsi, ci sono solo due preti e stanno andando a rilento”.
Ci siamo seduti anche noi e loro hanno cominciato subito ad inondarci di discorsi, senza sosta: scuola, vacanze, danza, sport, di tutto di più. Era una bella serata, limpida e calda. Era bello stare lì a parlare con loro, ma soprattutto era bello stare lì ad ascoltarli. Poi anche i genitori hanno cominciato a venir fuori. Io sono rimasto con i ragazzi e Cinzia si è diretta verso i genitori. Eravamo di nuovo tutti a parlare, come poco prima. Ed in quel clima da notte prima degli esami, dove ognuno raccontava all’altro qualcosa di sé, siamo rimasti lì, fino a quando il parroco è uscito, a confessioni terminate. Eravamo rimasti solo noi, ed era tardi. La piazza era vuota, illuminata da deboli lampioni. Ogni tanto qualche ragazzo passava di lì dopo aver terminato il proprio lavoro nella pizzeria della parrocchia.
Poi abbiamo cominciato a darci la buona notte, per riposare in vista della giornata successiva, piena di impegni e cose da fare, chi per ricevere i parenti che sarebbero arrivati, chi per preparare la chiesa e tutto il resto per la cerimonia.

E così la serata è terminata, e la piazza si è svuotata. Dentro di noi nessuna solitudine, come se quella sera e quella piazza avessero riversato nei nostri cuori tutto ciò che avevamo fatto e tutto ciò che avevamo detto. Uno di quei momenti che danno risposte alle domande che ogni tanto ci accompagnano, uno di quei momenti che fanno addormentare con un sorriso, leggero, sulle labbra.

mercoledì 19 giugno 2013

Come Dorcas Gustine


Non ero amato da quelli del villaggio, 
ma tutto perché non avevo peli sulla lingua, 
e affrontavo chi m'insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire 
segreti rancori o rammarichi.
È molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano, 
che nascose il lupo sotto il mantello, 
e si lasciò divorare, senza un lamento. 
È più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso 
e combatterlo apertamente, magari per strada, 
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle,
ma il silenzio avvelena l'anima. 
Mi biasimi chi vuole, io sono contento.



Ieri mi sono sentito come Dorcas.

giovedì 13 giugno 2013

Quando la risposta è il silenzio

Ultimamente mi sta capitando di interpellare le persone senza ottenere risposte.
Chiami e non rispondono, senza richiamare, sms e non rispondono, e-mail e non sai se le leggono.
Ma che è? Una nuova moda? Si deve dare tutto per scontato?
A meno che non ci sia proprio il proposito di non rispondere... a me.