giovedì 4 luglio 2013

Live

 La stagione estiva "Live" prosegue

Il Vecchio e il Bambino















            to be continued...

domenica 23 giugno 2013

Notte prima de...

Avevamo cercato di fare una cenetta in pizzeria per salutare bambini e genitori. Avevamo proposto una data ma, al momento di comunicarla, ci siamo resi conto che la maggior parte di loro non poteva esserci. A malincuore, Cinzia ed io, abbiamo rinunciato all’idea, e siamo saliti in aula con i ragazzi come ogni sabato.
All’uscita alcuni genitori ci hanno avvicinato, dicendoci che avevano organizzato un piccolo buffet a base di pizza per il sabato prima della Cresima, la vigilia. Non potevamo certo rifiutare, era l’ultima volta, forse, che avremmo potuto stare insieme a tutti loro, in particolare ai ragazzi, perché, come spesso accade, una volta ricevuto il sacramento in tanti si dirigono verso altri lidi.
E quel sabato è arrivato. All’ora concordata, Cinzia ed io siamo arrivati al bar indicato, puntuali tanto da sembrare in anticipo, poi sono arrivati anche gli altri, quasi tutti.
Poco a poco ci siamo sciolti e si sono formati dei gruppetti che conversavano piacevolmente, prima di trovare nuovi interlocutori per ricominciare e continuare. Fra una chiacchiera ed un’altra, un pezzo di pizza ed una bibita, una domanda sui programmi futuri e qualche considerazione sul passato.
Sapevamo che quel tempo sarebbe stato breve, anche volendo intrattenersi di più. Le confessioni per i genitori, padrini e madrine, cominciavano alle 21,00, quindi bisognava finire presto. All’imbrunire Cinzia ed io ci siamo incamminati verso casa, non prima di aver salutato e ringraziato tutti quanti per la bella serata e dato l’appuntamento per l’indomani pomeriggio. Per la strada ci siamo detti che eravamo stati bene, ed era quasi un peccato che tutto stesse per finire. Poi: “Andiamo a casa a posare questo pacco (era il regalo che i genitori di avevano fatto), poi andiamo a vedere cosa fa Sara”. Sara stava lavorando nella pizzeria della parrocchia, dietro la chiesa.
Quando siamo arrivati là abbiamo riconosciuto le macchine dei genitori dei nostri ragazzi. Siamo andati in pizzeria e ci siamo intrattenuti un po’. Poi tornando verso casa, abbiamo visto alcuni dei nostri ragazzi seduti sui gradini della chiesa. Siamo andati da loro.
“E voi, che cosa ci fate ancora qui?”
“Il babbo e la mamma sono ancora dentro a confessarsi, ci sono solo due preti e stanno andando a rilento”.
Ci siamo seduti anche noi e loro hanno cominciato subito ad inondarci di discorsi, senza sosta: scuola, vacanze, danza, sport, di tutto di più. Era una bella serata, limpida e calda. Era bello stare lì a parlare con loro, ma soprattutto era bello stare lì ad ascoltarli. Poi anche i genitori hanno cominciato a venir fuori. Io sono rimasto con i ragazzi e Cinzia si è diretta verso i genitori. Eravamo di nuovo tutti a parlare, come poco prima. Ed in quel clima da notte prima degli esami, dove ognuno raccontava all’altro qualcosa di sé, siamo rimasti lì, fino a quando il parroco è uscito, a confessioni terminate. Eravamo rimasti solo noi, ed era tardi. La piazza era vuota, illuminata da deboli lampioni. Ogni tanto qualche ragazzo passava di lì dopo aver terminato il proprio lavoro nella pizzeria della parrocchia.
Poi abbiamo cominciato a darci la buona notte, per riposare in vista della giornata successiva, piena di impegni e cose da fare, chi per ricevere i parenti che sarebbero arrivati, chi per preparare la chiesa e tutto il resto per la cerimonia.

E così la serata è terminata, e la piazza si è svuotata. Dentro di noi nessuna solitudine, come se quella sera e quella piazza avessero riversato nei nostri cuori tutto ciò che avevamo fatto e tutto ciò che avevamo detto. Uno di quei momenti che danno risposte alle domande che ogni tanto ci accompagnano, uno di quei momenti che fanno addormentare con un sorriso, leggero, sulle labbra.

mercoledì 19 giugno 2013

Come Dorcas Gustine


Non ero amato da quelli del villaggio, 
ma tutto perché non avevo peli sulla lingua, 
e affrontavo chi m'insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire 
segreti rancori o rammarichi.
È molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano, 
che nascose il lupo sotto il mantello, 
e si lasciò divorare, senza un lamento. 
È più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso 
e combatterlo apertamente, magari per strada, 
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle,
ma il silenzio avvelena l'anima. 
Mi biasimi chi vuole, io sono contento.



Ieri mi sono sentito come Dorcas.

giovedì 13 giugno 2013

Quando la risposta è il silenzio

Ultimamente mi sta capitando di interpellare le persone senza ottenere risposte.
Chiami e non rispondono, senza richiamare, sms e non rispondono, e-mail e non sai se le leggono.
Ma che è? Una nuova moda? Si deve dare tutto per scontato?
A meno che non ci sia proprio il proposito di non rispondere... a me.







lunedì 27 maggio 2013

Un segnalibro un po' speciale

E' terminato un periodo durante il quale, 
per la prima volta, 
ho  avuto a che fare con i bambini. 
Desideravo lasciare loro qualcosa di personale, 
così ho pensato ai miei libri e ad un segnalibro un po' speciale.

Dopo quattro anni
che insieme abbiamo trascorso
siamo giunti oggi
alla fine di un percorso.

Ma quando sembra
che tutto stia per terminare
è proprio allora
che stai per cominciare.
Allora non sedetevi,
continuate a camminare!

Vi porterò dentro di me,
dalla prima volta,
tutti un po’ impacciati,
ad oggi, un po’ cresciuti
e anche un po’ agitati.

Ci sono momenti, però,
che non mi scorderò,
come la prima Confessione,
fino alla commozione
nel giorno della prima Comunione.

Chissà se un giorno,
guardando due vecchietti
seduti ai giardinetti
sopra un panchina,
lui con il giornale in mano,
e lei, con il volto da bambina,
avvicinandovi domanderete:
“Buongiorno, mi riconoscete?”.
Come fiori sarete già sbocciati
ed io, oggi, non so se vi riconoscerò,
ma state pur certi
che nel mio cuore gioirò.

lunedì 29 aprile 2013

Faccia a faccia con Papa Francesco


Una sveglia alle 2.55 e una alle 2.58, non si sa mai.
E’ cominciata così la giornata di ieri, un risveglio che era quasi una buona notte, per mettersi in viaggio verso Roma insieme ad un gruppo di cresimandi e ai lori genitori, per partecipare alla Santa Messa celebrata da Papa Francesco in occasione della Giornata dei Cresimandi e dei Cresimati.
Un viaggio organizzato in tutta fretta, con l’angoscia prima di non avere partecipanti e, successivamente, di non trovare il pullman. Ma ce l’abbiamo fatta e la comitiva si è mossa puntuale alle 4.00 del mattino.
Partiti con la pioggia, siamo arrivati a Roma dove ad attenderci c’era un clima quasi estivo. Subito ci siamo spogliati e, in fila tra la folla che aumentava di minuto in minuto, siamo entrati in Piazza San Pietro e ci siamo appostati una ventina di metri dietro l’obelisco, leggermente spostati sulla sinistra guardando la facciata della Basilica.

Insomma eravamo lontani lontani, quasi in fondo, ma confidavamo nei maxi schermi.
I ragazzi erano arzilli come sempre, pronti con la loro macchina fotografica in attesa che la papa mobile facesse il suo ingresso. I genitori, dopo un po’, hanno cominciato a dare segni di stanchezza a causa della gran folla e del gran caldo. Cappelli e ombrelli aperti sembrano quasi inutili. Un neo: l’audio era pessimo e abbiamo sentito poco o niente. Peccato davvero.

Il Santo Padre ha celebrato la Messa, ha parlato con la semplicità che lo contraddistingue e poi è partito per fare il suo giro tra la folla. E lì si è sentito quasi un boato, la gente ha iniziato ad avvicinarsi alle transenne, pronta a sporgersi per un tocco di mano, o una foto in acrobazia, per una carezza, un bacio, una benedizione. Il Papa non si è sottratto e più volte si è soffermato per poi ripartire. Un giro che non finiva mai. Poi è arrivato anche dalle nostre parti. Alcuni miei bambini erano contentissimi per averlo visto da vicino, come non avrebbero mai immaginato, e per essere stati capaci di fare foto veramente incredibili, da pochi metri. Era tutto un agitar di mani, istintivo, un saluto che veniva dritto dal cuore, un’emozione, un brivido, un attimo di commozione, la sensazione di vivere qualcosa sicuramente unico, forse irripetibile. Ero veramente felice, soprattutto per i ragazzi e per i loro genitori. Li guardavo, sorridenti, quasi increduli, a pochi metri dal Papa, visto solamente in televisione, una persona che sembrava così lontana e che invece, adesso, era lì a pochi metri. Tutti noi potevamo sentire la sua voce e vedere l’espressione del suo volto, il suo sorriso.

Era impressionante la folla. Settantamila? Centomila? Tantissime persone, non ne avevo mai viste così tante tutte insieme.

L’uscita dalla piazza è stata lentissima, un passetto dietro l’altro. Dopo essersi ricompattati, abbiamo deciso di comune accordo di rinunciare al secondo evento della giornata, in Aula Paolo IV. Troppa gente rispetto a quella che poteva entrare, il rischio era quello di mettersi in coda, e tutti stavano andando verso l’Aula, e rimanere fuori ugualmente. Così ci siamo diretti verso Castel Sant’Angelo, dove abbiamo sostato per mangiare e rifocillarci prima del rientro, senza rinunciare, in tutta calma, ad un caffè o un souvenir.
E’ stato bello parlare con i ragazzi e con i loro genitori, perché di solito non c’è mai occasione per conoscerci un po’ di più, è stato bello familiarizzare l’un con l’altro, ascoltare le loro storie.
Alla fine della giornata, stanchi, sulla via del ritorno, sembravamo un’altra comitiva rispetto a quella che era partita. Una giornata insieme ci aveva reso molto vicini ed affiatati. Con alcuni sembrava di conoscersi da sempre.
Quando siamo entrati in paese, sono andato al microfono per salutare. Ne è venuto fuori un discorsetto improvvisato con il quale ho ringraziato tutti, a nome mio e delle altre due catechiste, per aver partecipato e per aver reso speciale una giornata di per sé speciale, consapevoli, prima di tornare alla quotidianità del nostro mondo, di avere una piccola ricchezza in più nei nostri cuori.

giovedì 25 aprile 2013

Riappropriamoci del tempo!

Maria ha parlato del tempo che sempre più ci manca. E' vero, ma è anche vero che dobbiamo trovarne un po' per noi stessi, altrimenti che tipo di vita ci ritroveremmo a vivere?



mercoledì 10 aprile 2013

E' nato un altro Blog!

Io non c'entro niente, ma conosco molto... ben la persona che lo ha aperto.


Provate a immaginare di cosa si tratta.


In bocca al lupo, Cinzia!

giovedì 4 aprile 2013

La risposta di...

... Maria in uno dei precedenti post, mi ha fatto riflettere su una cosa.
Maria parlava di Jannacci e dei motivi per i quali rinunciava ai suoi funerali, motivi di personale riservatezza, ma anche, mi è parso di capire, motivi provenienti dall'esterno.

Ho potuto riflettere su alcune situazioni che negli ultimi tempi mi trovano un po' titubante, indeciso su quello che devo fare. Ci sono, potrei dire, dei condizionamenti esterni che mi dicono di agire in un certo modo, che è il contrario di quello che sento dentro.
E allora mi sono detto: è giusto che mi faccia condizionare e rinunciare a causa di qualcosa di negativo? Oppure è meglio andare avanti per quel poco di positivo e perché lo sento?


sabato 30 marzo 2013

Buona Pasqua!

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi.
Trascorretela dove e con chi preferite, e che sia serena!


domenica 24 marzo 2013

La forza delle parole semplici

Oggi vorrei parlarvi della mia domenica. Un po' piovosa, non bella. Eppure a me è piaciuta. 
Domenica delle Palme, appuntamento fissato con i "miei bambini" un quarto d'ora prima dell'inizio della Messa, che oggi sarà dedicata a loro, ai Cresimandi. Ultimi accordi per l'assegnazione dei posti e per l'animazione: a me toccano Prima lettura e Salmo, ad alcuni dei bambini la Preghiera dei fedeli, mentre un'altra di loro dovrà portare all'altare uno dei doni.
La Messa, si sa, oggi è un po' più lunga del solito, ma a differenza di tante altre volte, vedo nei ragazzi una diversa partecipazione ed il tempo sembra scorrere veloce. Come i quattro anni in cui ho tentato, insieme a mia moglie, di accompagnarli in questo loro cammino. 
Li guardavo, lì, seduti nelle panche, io in piedi, e provavo a ripensare a loro quando li vidi per la prima volta. Sono cresciuti e, quando vogliono, sono delle vere pesti!
Ma come non amarli. Ho pensato spesso di smettere, in questi ultimi tempi. Eppure ogni volta che li guardo, come è accaduto anche domenica scorsa quando andammo ad incontrare il Vescovo insieme ad un altro migliaio di bambini, mi riesce difficile pensare ai miei futuri pomeriggi del sabato senza piccole canaglie da richiamare. E sorrido mentre sto scrivendo questo. 
Alla fine ai bambini è stato chiesto di presentarsi, dicendo il nome. Stessa sorte è toccata anche a noi che li abbiamo accompagnati (che imbarazzo!). Il sacerdote ha detto alcune parole di ringraziamento, semplici semplici, di quelle che arrivano dirette, con la forza della loro semplicità e che hanno il potere di fare riflettere.
Ed io, così, avrò modo di riflettere su decisioni che pensavo di aver già preso.







domenica 10 marzo 2013

Sciocchezze, o forse no

Ho ritrovato il mio angolino!
Da quando ho accantonato il vecchio computer fisso a vantaggio di un portatile non ho più avuto una fissa dimora per scrivere. 
Oggi, a seguito di una radicale pulizia, ho ritrovato la mia postazione, vicina a tutti gli ambienti di casa, ma, allo stesso tempo, lontana da ogni fonte di distrazione. 
I rumori familiari sono sempre ben accetti, mi piace sentire che la casa vive.

Sono contento, e sapete perché?
Perché ho ricominciato a scrivere qualcosa. Adesso ci sono tutte le premesse per dare continuità a questo nuovo inizio.

Un angolino di nuovo tutto mio! 
Può sembrare una sciocchezza, ma io credo che no lo sia.

(Non è proprio così, ma ci si avvicina molto)

giovedì 7 marzo 2013

Rieccomi!

Ciao Amici del Rifugio!
Quanto tempo! Eppure sono sempre stato qua!
Ma avevo bisogno di staccare per riordinare un po' le idee, le tante che avevo in mente e alle quali volevo dare un seguito. Questo ha comportato anche il dover fare delle scelte, dei tagli, un po' come quando si scrive. Ora, però, so in quale direzione voglio andare.
E questa direzione prevede: musica, rappresentazioni e scrittura.
E forse la novità sta proprio in quest'ultima, che ultimamente era rimasta un po' indietro.
Adesso non rimane altro che dare tempo al tempo e andare avanti, con quell'entusiasmo che mi ha sempre accompagnato e che spesso mi ha permesso di non sentire la fatica.