sabato 30 marzo 2013

Buona Pasqua!

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi.
Trascorretela dove e con chi preferite, e che sia serena!


domenica 24 marzo 2013

La forza delle parole semplici

Oggi vorrei parlarvi della mia domenica. Un po' piovosa, non bella. Eppure a me è piaciuta. 
Domenica delle Palme, appuntamento fissato con i "miei bambini" un quarto d'ora prima dell'inizio della Messa, che oggi sarà dedicata a loro, ai Cresimandi. Ultimi accordi per l'assegnazione dei posti e per l'animazione: a me toccano Prima lettura e Salmo, ad alcuni dei bambini la Preghiera dei fedeli, mentre un'altra di loro dovrà portare all'altare uno dei doni.
La Messa, si sa, oggi è un po' più lunga del solito, ma a differenza di tante altre volte, vedo nei ragazzi una diversa partecipazione ed il tempo sembra scorrere veloce. Come i quattro anni in cui ho tentato, insieme a mia moglie, di accompagnarli in questo loro cammino. 
Li guardavo, lì, seduti nelle panche, io in piedi, e provavo a ripensare a loro quando li vidi per la prima volta. Sono cresciuti e, quando vogliono, sono delle vere pesti!
Ma come non amarli. Ho pensato spesso di smettere, in questi ultimi tempi. Eppure ogni volta che li guardo, come è accaduto anche domenica scorsa quando andammo ad incontrare il Vescovo insieme ad un altro migliaio di bambini, mi riesce difficile pensare ai miei futuri pomeriggi del sabato senza piccole canaglie da richiamare. E sorrido mentre sto scrivendo questo. 
Alla fine ai bambini è stato chiesto di presentarsi, dicendo il nome. Stessa sorte è toccata anche a noi che li abbiamo accompagnati (che imbarazzo!). Il sacerdote ha detto alcune parole di ringraziamento, semplici semplici, di quelle che arrivano dirette, con la forza della loro semplicità e che hanno il potere di fare riflettere.
Ed io, così, avrò modo di riflettere su decisioni che pensavo di aver già preso.







domenica 10 marzo 2013

Sciocchezze, o forse no

Ho ritrovato il mio angolino!
Da quando ho accantonato il vecchio computer fisso a vantaggio di un portatile non ho più avuto una fissa dimora per scrivere. 
Oggi, a seguito di una radicale pulizia, ho ritrovato la mia postazione, vicina a tutti gli ambienti di casa, ma, allo stesso tempo, lontana da ogni fonte di distrazione. 
I rumori familiari sono sempre ben accetti, mi piace sentire che la casa vive.

Sono contento, e sapete perché?
Perché ho ricominciato a scrivere qualcosa. Adesso ci sono tutte le premesse per dare continuità a questo nuovo inizio.

Un angolino di nuovo tutto mio! 
Può sembrare una sciocchezza, ma io credo che no lo sia.

(Non è proprio così, ma ci si avvicina molto)

giovedì 7 marzo 2013

Rieccomi!

Ciao Amici del Rifugio!
Quanto tempo! Eppure sono sempre stato qua!
Ma avevo bisogno di staccare per riordinare un po' le idee, le tante che avevo in mente e alle quali volevo dare un seguito. Questo ha comportato anche il dover fare delle scelte, dei tagli, un po' come quando si scrive. Ora, però, so in quale direzione voglio andare.
E questa direzione prevede: musica, rappresentazioni e scrittura.
E forse la novità sta proprio in quest'ultima, che ultimamente era rimasta un po' indietro.
Adesso non rimane altro che dare tempo al tempo e andare avanti, con quell'entusiasmo che mi ha sempre accompagnato e che spesso mi ha permesso di non sentire la fatica.

martedì 19 febbraio 2013

La luna e i falò di Cesare Pavese


Questo libro mi ha tenuto compagnia per tutto l’autunno e per questa parte dell’inverno. Mi ha consentito di sperimentare la lettura durante le attese: nei bar, sulle tribune di impianti sportivi, e soprattutto in auto, mentre aspettavo mia figlia impegnata in un corso. E il fatto che sia riuscito a mantenere viva la concentrazione, nonostante i rumori e i condizionamenti che provenivano dall'esterno, depone a suo favore.
La storia di un uomo che torna al suo paese di ritorno dall'America, ritrovando un compagno di un tempo, che era e continuerà ad essere un punto di riferimento importante. Inizia così un vai e vieni fra passato e presente, un susseguirsi di ricordi che si intrecciano con il presente, in un paese di origini contadine dove tutto sembra immutato, ma dove tutto è comunque cambiato, persone comprese se ancora in vita. L’attaccamento alla propria terra risulta vivo, come una parte fisica ed interiore della persona stessa. La guerra ha lasciato il segno, anche in quel piccolo puntino geografico che nemmeno la storia sembrava poter raggiungere. Ed il finale ci farà capire questo, con tutte le sue contraddizioni.
Un libro che profuma di nostalgia, di speranze, di sogni, ma anche di cruda realtà, con i suoi risvolti più tristi.
Un bel libro, sarà perché a me è molto caro quel viaggiare avanti e indietro nel tempo. E, per dirla tutta, durante la lettura mi sono chiesto più volte, con il sorriso sulle labbra, cosa ne sarebbe stato di un mio libro se avessi letto questo quando a scuola mi fu consigliata la sua lettura.
Voto di Ben: 7,5

sabato 2 febbraio 2013

E Ben? Che fine ha fatto Ben?

Ben da molto tempo non scrive sul blog. Negli ultimi tempi si è limitato a esprimersi attraverso qualcosa di diverso dalle parole scritte. Che Ben non abbia più niente da dire? Forse. Che Ben non abbia più voglia di scrivere? Forse. 
In realtà Ben sta riflettendo dopo un periodo di grande intensità. Sta ripensando alla bella esperienza de "La Sosta", alle gioie ma anche alle amarezze che questa ha generato. Sta pensando ai prossimi appuntamenti che, alla luce delle esperienze precedenti, vorrebbe rivedere e ristudiarne la fattibilità. Sta pensando a quello che vorrebbe fare da grande, rendendosi conto che grande lo è già diventato. 
Forse ha bruciato troppe emozioni, diverse l'una dall'altra, in un breve lasso di tempo, forse troppo breve, e adesso sente il bisogno di staccare e di tirare un po' il fiato.
Ma il fanciullo che è dentro di lui grida forte e non ha voglia di sedersi, di nuovo. 


domenica 30 dicembre 2012

Il mio 2012

Sono accadute anche altre cose, 
ma qui al Rifugio voglio ricordare così il mio 2012.

sabato 22 dicembre 2012

Canzone natalizia...

... con Ben (quasi) in incognita.


Non poteva mancare la mia canzoncina natalizia preferita per entrare nel giusto clima.

martedì 18 dicembre 2012

Che fine hanno fatto? - Forum Leggere e Scrivere

Ogni tanto torno sul forum Leggere e Scrivere del Corriere della Sera.
Giorni fa sono stato attratto da un post, inserito da una persona che si è identificata con il nick name Curioso:


Che fine hanno fatto?

Ho fatto un rapido giro nei vecchi post per cercare di rammentare i loro nomi, ma sono tanti ed è risultato difficile.
La domanda è quella del titolo: che fine hanno fatto quelli scrittori o scrittrici che dopo aver scritto un libro, forse a pagamento, si erano ritenuti tali? Sono riusciti a scrivere un secondo, o terzo libro? Perché non frequentano più assiduamente questo forum? Sono stati presi in considerazione da editori nel vero senso della parola? Oppure si sono dedicati ad altre attività o passatempi?
Caro Paolo, cari forumisti, vi ricordate di alcuni di loro, ne avete notizie? Oppure dopo un libro è svanita la loro ispirazione?


Seguiva la risposta del moderatore:
Spesso l'ambizione di scrivere un libro è un'ambizione tra tante. Non soddisfatta quella, si passa ad altro

La mia risposta a Curioso è stata la seguente:

Che fine hanno fatto? Per Curioso ed altri. La mia esperienza

Mi sono sentito chiamato in causa dal suo post. Dico subito che entro raramente nel forum perché scrittura e lettura, come qui vengono trattate, sono per me un ricordo lontano. 
Ho scritto alcuni romanzi, l'ultimo nel 2009. Ne ho avviato e virtualmente cancellato più volte un altro. Adesso è lì, archiviato in un file. 
Che fine ho fatto? Niente più libri? Ispirazione finita? Niente forum? Forse un po' di tutto questo, ma c'è anche altro. 
Voglio raccontare la mia esperienza, per chi avrà voglia di leggerla.
Nel 2009, anno del mio ultimo libro, fui chiamato dal mio parroco per svolgere una certa attività, che intrapresi; mi fu assegnato un gruppo di ragazzini di terza elementare, che oggi sono in prima media e che sono con me per l'ultimo anno. Per svolgere questo compito non mi sentivo sufficientemente preparato, così iniziai a frequentare una scuola di formazione teologica della durata di tre anni. Esperienza, questa, che suggerirei a tutti. Mi ha permesso di avere tante risposte in più, alle altrui e alle mie domande.
Nel 2010 ho frequentato un corso per diventare soccorritore. Da lì è iniziata la mia attività di volontariato, che mi ha portato a frequentare, nel 2012, un altro corso per operare con la protezione civile, sempre come volontario. Ho cominciato così a toccare con mano quella "dimensione dell'altro" che avevo cominciato a conoscere grazie ai miei libri.
Nel 2010 ho scoperto di poter cantare. Da allora, con un altro volontario animiamo saltuariamente cene, feste, battesimi, matrimoni e, quando capita, improvvisiamo anche serate alle feste di paese. Questa nuova scoperta mi ha portato a scrivere qualche canzone, che ho inserito in un recital, di cui ho scritto parte della sceneggiatura e curato la regia, che è stato messo in scena lo scorso mese e che vedrà la replica in gennaio. Adesso sto scrivendo uno spettacolo per ragazzi, che dovrebbe veder la luce ad inizio estate, dopo averne curato un altro lo scorso giugno. Prossimamente prenderò in mano un'altra sceneggiatura, rappresentazione prevista autunno prossimo.
Scrivo ancora, ma sempre meno, sul mio blog.
Questi, in sintesi, sono stati gli ultimi miei anni, molto intensi.
Mi piace molto questo contatto con le persone, che prima non avevo, e tutto questo è comunque cominciato con la scrittura. 
Una canzone di alcuni anni fa diceva: "Siamo donne, oltre le gambe c'è di più". In questo caso oserei dire: "Siamo persone, oltre la scrittura c'è di più". 
Un saluto. 
E auguri!


domenica 9 dicembre 2012

Verso Natale

L'8 dicembre è il giorno dedicato all'albero di Natale. Questa è una tradizione consolidata della mia famiglia e tutti noi cerchiamo accuratamente di non prendere altri impegni. Nel pomeriggio, dopo un breve riposino, le danze si aprono, come le scatole che contengono gli addobbi. 
Ma quest'anno è stata una giornata sottotono, e forse anche il povero alberello ne ha sofferto. La settimana che ha preceduto questo giorno non è stata facile e siamo arrivati alla festa con la voglia di recuperare, piuttosto che con quella di inventare e creare. 
Fuori un gran freddo consigliava di non mettere il naso all'aria. 
Allora il pensiero è andato ad un'altra esperienza che ho fatto recentemente, isolata, rapida, ma tristemente forte. Il pensiero è andato a chi non ha un alberello, a chi non ha da stare al caldo, a chi non ha tradizioni familiari perché non ha famiglia, a chi è costretto, invece, ad inventare qualcosa, ma per poter sopravvivere.
Il periodo natalizio è uno dei più belli di tutto l'anno, ma è anche uno dei più controversi, perché ci mette davanti allo specchio per guardare la vita, nostra e altrui, e per guardare dentro di noi. 
Sempre che uno voglia guardare in quello specchio.