domenica 30 dicembre 2012

Il mio 2012

Sono accadute anche altre cose, 
ma qui al Rifugio voglio ricordare così il mio 2012.

sabato 22 dicembre 2012

Canzone natalizia...

... con Ben (quasi) in incognita.


Non poteva mancare la mia canzoncina natalizia preferita per entrare nel giusto clima.

martedì 18 dicembre 2012

Che fine hanno fatto? - Forum Leggere e Scrivere

Ogni tanto torno sul forum Leggere e Scrivere del Corriere della Sera.
Giorni fa sono stato attratto da un post, inserito da una persona che si è identificata con il nick name Curioso:


Che fine hanno fatto?

Ho fatto un rapido giro nei vecchi post per cercare di rammentare i loro nomi, ma sono tanti ed è risultato difficile.
La domanda è quella del titolo: che fine hanno fatto quelli scrittori o scrittrici che dopo aver scritto un libro, forse a pagamento, si erano ritenuti tali? Sono riusciti a scrivere un secondo, o terzo libro? Perché non frequentano più assiduamente questo forum? Sono stati presi in considerazione da editori nel vero senso della parola? Oppure si sono dedicati ad altre attività o passatempi?
Caro Paolo, cari forumisti, vi ricordate di alcuni di loro, ne avete notizie? Oppure dopo un libro è svanita la loro ispirazione?


Seguiva la risposta del moderatore:
Spesso l'ambizione di scrivere un libro è un'ambizione tra tante. Non soddisfatta quella, si passa ad altro

La mia risposta a Curioso è stata la seguente:

Che fine hanno fatto? Per Curioso ed altri. La mia esperienza

Mi sono sentito chiamato in causa dal suo post. Dico subito che entro raramente nel forum perché scrittura e lettura, come qui vengono trattate, sono per me un ricordo lontano. 
Ho scritto alcuni romanzi, l'ultimo nel 2009. Ne ho avviato e virtualmente cancellato più volte un altro. Adesso è lì, archiviato in un file. 
Che fine ho fatto? Niente più libri? Ispirazione finita? Niente forum? Forse un po' di tutto questo, ma c'è anche altro. 
Voglio raccontare la mia esperienza, per chi avrà voglia di leggerla.
Nel 2009, anno del mio ultimo libro, fui chiamato dal mio parroco per svolgere una certa attività, che intrapresi; mi fu assegnato un gruppo di ragazzini di terza elementare, che oggi sono in prima media e che sono con me per l'ultimo anno. Per svolgere questo compito non mi sentivo sufficientemente preparato, così iniziai a frequentare una scuola di formazione teologica della durata di tre anni. Esperienza, questa, che suggerirei a tutti. Mi ha permesso di avere tante risposte in più, alle altrui e alle mie domande.
Nel 2010 ho frequentato un corso per diventare soccorritore. Da lì è iniziata la mia attività di volontariato, che mi ha portato a frequentare, nel 2012, un altro corso per operare con la protezione civile, sempre come volontario. Ho cominciato così a toccare con mano quella "dimensione dell'altro" che avevo cominciato a conoscere grazie ai miei libri.
Nel 2010 ho scoperto di poter cantare. Da allora, con un altro volontario animiamo saltuariamente cene, feste, battesimi, matrimoni e, quando capita, improvvisiamo anche serate alle feste di paese. Questa nuova scoperta mi ha portato a scrivere qualche canzone, che ho inserito in un recital, di cui ho scritto parte della sceneggiatura e curato la regia, che è stato messo in scena lo scorso mese e che vedrà la replica in gennaio. Adesso sto scrivendo uno spettacolo per ragazzi, che dovrebbe veder la luce ad inizio estate, dopo averne curato un altro lo scorso giugno. Prossimamente prenderò in mano un'altra sceneggiatura, rappresentazione prevista autunno prossimo.
Scrivo ancora, ma sempre meno, sul mio blog.
Questi, in sintesi, sono stati gli ultimi miei anni, molto intensi.
Mi piace molto questo contatto con le persone, che prima non avevo, e tutto questo è comunque cominciato con la scrittura. 
Una canzone di alcuni anni fa diceva: "Siamo donne, oltre le gambe c'è di più". In questo caso oserei dire: "Siamo persone, oltre la scrittura c'è di più". 
Un saluto. 
E auguri!


domenica 9 dicembre 2012

Verso Natale

L'8 dicembre è il giorno dedicato all'albero di Natale. Questa è una tradizione consolidata della mia famiglia e tutti noi cerchiamo accuratamente di non prendere altri impegni. Nel pomeriggio, dopo un breve riposino, le danze si aprono, come le scatole che contengono gli addobbi. 
Ma quest'anno è stata una giornata sottotono, e forse anche il povero alberello ne ha sofferto. La settimana che ha preceduto questo giorno non è stata facile e siamo arrivati alla festa con la voglia di recuperare, piuttosto che con quella di inventare e creare. 
Fuori un gran freddo consigliava di non mettere il naso all'aria. 
Allora il pensiero è andato ad un'altra esperienza che ho fatto recentemente, isolata, rapida, ma tristemente forte. Il pensiero è andato a chi non ha un alberello, a chi non ha da stare al caldo, a chi non ha tradizioni familiari perché non ha famiglia, a chi è costretto, invece, ad inventare qualcosa, ma per poter sopravvivere.
Il periodo natalizio è uno dei più belli di tutto l'anno, ma è anche uno dei più controversi, perché ci mette davanti allo specchio per guardare la vita, nostra e altrui, e per guardare dentro di noi. 
Sempre che uno voglia guardare in quello specchio.